Sicurezza
Via Poggiolo, luminaria per non avere più paura
Il quartiere in strada chiede più sicurezza e le telecamere anti ladri promesse dall’amministrazione. Loredana Silicani: ma qui c’è anche tanto degrado
MASSA. Una strada, circa 200 abitanti, un comitato e una luminaria per dire basta ai furti e al degrado. È questo il senso dell'iniziativa che venerdì sera ha riunito gli abitanti di via Poggiolo per una (pacifica e serena) manifestazione contro le difficoltà di cui sono vittime. Una luminaria partecipata, sentita, ma anche colorata grazie all’effetto particolare generato dalla luce delle candele posizionate su tutto il percorso e che si è riflesso sulla facciata delle case; anch’esse vittime dei furti e del degrado. «Non siamo più liberi di stare in casa nostra, è assurdo e inconcepibile», dice un abitante che seduto insieme agli altri attende di iniziare la passeggiata di protesta. C'è anche un piccolo spazio dedicato alla strage di Lampedusa. Comunque la protesta civile – così come è stata definita dagli stessi abitanti di via Poggiolo – funziona, molta gente per le molte difficoltà che hanno voluto rappresentare.
«È un bel modo per ricominciare a sentire un senso di appartenenza ad una comunità – dice Loredana Silicani, promotrice dell’iniziativa insieme a Galeano Fruzzetti – ma anche per confermare e rafforzare questo sentimento. Questo è stato uno degli impulsi che hanno mosso l’iniziativa, senza alcun bandiera politica ed esclusivamente orientata ad affrontare i problemi della gente». Un modo per riappropriarsi dei propri spazi, degli affetti e delle amicizie all'interno di un semplice quartiere. «Questo – aggiunge Galeano Fruzzetti – vuol essere un esempio e un modo civile per porre alla città un problema serio, ovviamente aspettiamo anche delle risposte dalle istituzioni. Noi denunciamo luoghi e fatti per avere una risposta concreta. Ci siamo rivolti a questura e carabinieri che ci sono sempre stati vicini, vorremmo qualcosa di più da parte dell'amministrazione. Tempo fa avevamo chiesto la sistemazione di due telecamere che potessero monitorare l'intera strada, dall'inizio alla fine. In un modo o nell'altro siamo stati visitati tutti dai ladri, e anche se ognuno cerca delle soluzioni come gli allarmi, questa è una cosa che quando capita ti sconvolge la vita». «Un altro problema – continua Silicani - è il degrado. All'inizio del 2008 eravamo riusciti ad ottenere la pulizia della zona ed era stato realizzato anche l'alberamento. Avevamo realizzato una scarpata libera dai rovi della ferrovia, ma adesso siamo punto a capo e la mia paura è quella di ritornare al degrado come all'inizio».
La gente arriva – urla da lontano un abitante – butta la spazzatura e poi se ne va. E intanto qua sta diventando un punto di raccolta rifiuti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
