Il Tirreno

Urne aperte per dire sì o no alle fusioni

Urne aperte per dire sì o no alle fusioni

In caso di vittoria dei favorevoli alle unioni, da gennaio commissario governativo fino alle elezioni di primavera

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BAGNONE. Al via i referendum consultivi sulle fusioni Aulla-Podenzana e Villafranca-Bagnone.

Oggi e domani cittadini alle urne per pronunciarsi sui possibili accorpamenti. Dove vincerà il sì alla fusione, sarà nominato un commissario dal prossimo gennaio che guiderà i territorio fino alle elezioni di primavera. La ratifica dalle fusioni spetta al consiglio regionale.Le ragioni del sì, poggiano sostanzialmente sul convincimento di poter risparmiare sui costi dei servizi, avere più voce in capitolo, per poter migliorare la vita della collettività. I contrari, temono invece che la fusione porterebbe peggioramenti e maggiori disagi.

Dove vincerà il sì, dal prossimo gennaio nascerà il Comune unico e i sindaci verranno sostituiti da un commissario governativo, poi nella primavera del prossimo anno si riapriranno le urne per eleggere le ammistrazioni dei comuni uniti. La Regione assicura 250mila euro l’anno per un quinquennio ai Comuni fusi che avranno anche il 20% in più di trasferimenti statali per dieci anni e si vedranno sospendere il patto di stabilità.

Nella riunione svoltasi l’altra sera a Bagnone, di carattere informativo per la popolazione, è stato ribadito più volte che il referendum è un appuntamento importante, che potrà dare una svolta storica agli enti: «Superare e abbattere i confini è una prerogativa importantissima. – ha detto il sindaco Lazzeroni in una parte del suo intervento – Io sento parlare di perdita di identità, ma non è così, non si perde nulla, anzi si acquisisce una forza maggiore, grazie alla quale si può potenziare la rete di servizi già presente sul territorio».

L’assenso a questa evoluzione amministrativa arriva anche dall’opposizione “Futuro per Bagnone”. «Ribadiamo con fermezza – ha affermato Roberto Santini – il nostro assenso a questo processo amministrativo, che riteniamo sia l’unica via per una migliore gestione del comprensorio in tutte le sue funzioni. Noi abbiamo aderito ad un progetto della maggioranza che rappresenta una possibilità di crescita per il territorio. La lista Futuro per Bagnone ha effettuato ricerche sui Comuni nati con questo metodo e abbiamo scoperto che le temute perdite di identità o di controllo del territorio non si sono mai avverate». L’esempio che porta il consigliere è quello di Gravedona, comune nato dalla fusione con altri due, Consiglio di Rumo e Germasino, l’11 febbraio 2011. «Tutto sta funzionando bene in questo nuovo ente – conclude Santini – addirittura ci hanno detto che altri due Comuni si preparano ad entrare per costituire una realtà più vasta». Ma nei Comuni che vanno al referendum, lo ricordiamo, ci sono i “no” alla fusione, sostenuti da cittadini costituitisi in comitati. A Bagnone c’è il comitato “Salviamo Bagnone”, e a Montedivalli (Podenzana c’è un altro comitato del no. I quattro sindaci dei territori che vanno alle urne, sono favorevoli alle fusioni. Ad Aulla l’amministrazione scricchiola: il sindaco Simoncini ha subito la mozione di sfiducia di 11 consiglieri. C’è anche da registrare che il lunigianese Paolo Marini, consigliere regionale, non vorrebbe unioni inferiori ai 20mila abitanti complessivi. La fusione Aulla-Podenzana porterebbe a circa 13mila abitanti, e quella fra Bagnone e Villafranca a circa 6000 abitanti. Ieri si sono insediati i seggi (in tutto 24) e sono cominciate le operazione preparatorie. Domani alle ore 15 si chiuderanno le urne, e subito dopo comincerà lo scrutinio.(c.b., c.car.)

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