Sicurezza
Ora Zubbani chiama la Finanza per i sassi
Il sindaco: chiedo aiuto alle Fiamme Gialle per aiutarci a fare chiarezza anche sulla situazione delle scaglie che finiscono nelle ditte fuori Carrara
CARRARA. L’indagine sul nero alle cave arriva nella sua fase clou, quella del riesame e degli interrogatori degli indagati.
Ma intanto il sindaco Zubbani rilancia: chiede aiuto alla Guardia di Finanza per monitorare la situazione dei sassi. O meglio una possibile evasione sulle scaglie. Partendo dal fatto che le scaglie bianche pagano, al Comune, 3,60 euro, quelle nere 1 e 20. E il “colore” non può essere definito a priori, viene stabilito solo dopo la trasformazione, in base al loro utilizzo successivo.
Zubbani: appello alla Finanza per controllare le scaglie. «Abbiamo sempre collaborato con le Fiamme Gialle, fornendo tutto il materiale e tutte le informazioni dai nostri uffici,sui materiali escavati cava per cava e la loro composizione- mette subito in chiaro Zubbani - Continueremo a comportarci così. Ma non solo: quello che vogliamo è fare un passo avanti e chiedere, noi come Comune, una collaborazione alla Guardia di finanza per quanto riguarda il conferimento dei sassi presso i vari stabilimenti non solo di Carrara ma anche della Versilia e della Lunigiana. Tutto questo per avere una corrispondenza precisa su quanto dichiarato dall’autista alla pesa e il “colore”, o meglio il loro valore dopo la trasformazione».
«In sostanza - continua il sindaco - non siamo certi che tutto quello pagato come sasso scuro sia davvero tale».
Un atto di accusa preciso che arriva alla luce di alcuni dati.
«Nel 2012 le dichiarazioni dei sassi scuri hanno superato quelli bianchi - sottolinea Zubbani - Nel 2013 c’è una inversione di tendenza però anche questo andamento altalenante ha bisogno di essere chiarita. Il Comune, e questo è bene che tutti ne siano a conoscenza, non può varcare i cancelli degli stabilimenti: noi non possiamo andare a vedere dove finiscono le scaglie. Sappiamo che l’Omya lavora solo sui bianchi, questo sì. Ma non possiamo essere al corrente delle produzioni di tutte le aziende, dalla Versilia alla Liguria».
E proprio per questo il sindaco si rivolge direttamente al comando provinciale della Guardia di Finanza: chiedendone la collaborazione.
«Il Comune ha fatto la sua parte». Zubbani non entra nel merito dell’indagine. Ma rivendica l’operato del Comune nella regolamentazione delle cave.
«Come prima cosa abbiamo messo ordine al trasporto per quanto riguarda il rilevamento di tutti i quantitativi di blocchi, scaglie e terre che passano dalle nuove pese di Miseglia - spiega - Non ci sono più varchi aperti come poteva succedere, anche se ufficialmente non è mai emerso nulla, prima della strada dei marmi: adesso tutto viene monitorato, ogni passaggio».
«Sulle nuove tariffe andiamo avanti, nonostante chi rema contro». E il sindaco Zubbani tocca anche un altro nervo scoperto. Quello delle nuove tariffe del marmo.
Rimandando, con parole ben calibrate, un messaggio netto agli industriali che suona più o meno così: ci stanno rendendo le cose difficili, ma noi andiamo avanti.
Nonostante la battaglia legale e un clima che, secondo il sindaco, non agevola di certo la riorganizzazione delle tariffe sull’escavazione iniziata dal Comune.
«Stiamo lavorando, non senza fatica, a una tariffazione più giusta e più equa - continua - Nonostante continuino da parte degli industriali ricorsi e carte bollate che contestano tutti i nostri provvedimenti. Lo ripeto è un contesto difficile ma noi andiamo avanti per la nostra strada».
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