Il dolore
Il sindaco: sono stato io a bloccare lo sfratto
Zubbani: la situazione era troppo tesa. L’avvocato Pasquali: l’episodio è frutto del lassismo dell’Erp
CARRARA. «La decisione di far rimanere in casa la signora è stata mia. Di fronte a una situazione così drammatica e non prevedibile ho deciso di interrompere lo sgombero. Ma non “sine die”: entro una decina di giorni, confidando in un’azione persuasiva da parte della signora, riorganizzeremo l’intervento».
A parlare, all’indomani dello sfratto, eseguito solo a metà in zona Peep e terminato comunque con il pesante bilancio di un vigile ferito, è il sindaco Angelo Zubbani.
«Un ufficiale della nostra polizia municipale, il tenente Giuseppe Carpita - spiega il sindaco - per impedire un’azione di autolesionismo, con un coltello, da parte della signora che doveva essere sfrattata è rimasto ferito. Dopo un colloquio con il legale della donna, l’avvocato Fialdini di Massa, ho deciso di non proseguire un’azione che stava diventando troppo problematica. Adesso è compito dell’avvocato persuadere la signora a lasciare una casa che non può occupare, altrimenti riorganizzeremo un nuovo intervento tra non più di una decina di giorni». E il sindaco Zubbani aggiunge: «Colgo l’occasione per manifestare tutto il mio apprezzamento alla polizia municipale che risulta spesso parte lesa nello svolgimento del proprio lavoro - conclude - e stiamo seguendo da vicino il decorso dell’ufficiale ferito che sta meglio».
Ma per il legale Paolo Pasquali (nella foto) che rappresenta l’erede legittimo dell’alloggio ex Ater (ora Erp) c’è un metodo che non ha funzionato alla base del drammatico sfratto dell’altro giorno in zona Peep. E l’avvocato non usa mezze parole per denunciarla: «È assurdo aver riconsegnato le chiavi a chi non ha alcun tutolo di occupare un alloggio- dice l’avvocato Pasquali - Questa situazione si è verificata a causa del lassismo dell’Erp e degli enti pubblici. Il mio cliente, unico assegnatario dell’immobile al centro di questa vicenda, non ne è mai potuto diventare proprietario perché da 20 anni non ha potuto stipulare con l’ente un contratto di vendita».
«Questa situazione di sospensione delle vendite - conclude il legale - è generalizzata.Decine e decine di immobili già pagati da anni non vengono trasferiti ai legittimi titolari».
(a.viv.)
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