Sicurezza
«Il disastro ebbe inizio con la forfettizzazione»
CARRARA. «Il più grande disastro ambientale d’Europa è sotto gli occhi di tutti. Le montagne si abbassano di mese in mese senza soluzione di continuità»: a sottolinearlo è l’associazione Codici. «Il...
CARRARA. «Il più grande disastro ambientale d’Europa è sotto gli occhi di tutti. Le montagne si abbassano di mese in mese senza soluzione di continuità»: a sottolinearlo è l’associazione Codici. «Il disastro orografico e idrogeologico, provoca frane e alluvioni al piano. L'amministrazione, Giano Bifronte, con una faccia gioca con gli “industriali”, dall'altra si dichiara difenditrice degli interessi collettivi. Da un punto di vista ambientale e finanziario, il danno maggiore deve essere ricondotto ad un accordo tra la giunta dell’allora sindaco Alberto Pincione, attuale Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, i cui investimenti finanziari riconducono ad una minus valenza potenziale di decine di milioni di euro. L’accordo prevedeva una cifra forfettaria di 600 lire a tonnellata basata su una quantità di 800.000 tonnellate, con un incasso totale di 480 milioni di lire, nello stesso periodo un caffè costava 1200 lire. Il comandante dei vigili urbani Stefano Donati, poi trasferito, di converso, rilevava un passaggio di 300 camion carichi di detriti al giorno, pari a circa 80.000 camion l’anno. Ammettendo portassero un carico regolare, si raggiunse una quantità per il primo anno di 2.400.000 tonnellate, quindi il prezzo a tonnellata si riduceva a 200 lire. Oggi il materiale estratto nel solo comprensorio di Carrara è andato progressivamente aumentando, raggiungendo una quantità di 5.000.000 di tonnellate, circa 2.000.000 di metri cubi. Il danno finanziario fu limitato dalla successiva giunta Contigli, che aumentò il prezzo da 600 lire a 1500 lire per tonnellata. Il successivo intervento della giunta Segnanini pose finalmente termine alla vergognosa forfettizzazione e portò l’importo a 4500 lire, con un incasso totale per le scaglie di 18 miliardi delle vecchie lire. I maggiori beneficiari di questo catastrofe naturale sono le muntinazionali Omia e Imerys , che acquistano il prodotto per un valore insignificante, con prezzi di trasformazione irrisori, con un livello occupazione bassissimo, circa venti persone, e rivendono il prodotto, il carbonato di calcio più puro che si trovi sul mercato, a prezzi altissimi. Per rendersi conto, è come se ogni anno si sottraesse alle Apuane un parallelepipedo della superficie di base di 2 ettari, per un’altezza di 100 metri. Se si permette l’escavazione con un accordo con le multinazionali, tutto a vantaggio di queste ultime, non si può escludere l’esistenza di accordi surrettizi con illegittimi vantaggi. Parafrasando un detto di Andreotti a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca», conclude l’Associazione Codici.
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