Cassa, i sindacati: diciamo no a nuovi salti nel buio
La Fabi-Fisac Cgil: «Un’eventuale dismissione dell’azienda comporterebbe pesanti prezzi da parte dei lavoratori»
CARRARA. Fabi-Fisac/Cgil della Cassa di Risparmio di carrara Spa , in una nota, ricordano che domani, lunedì, si terrà il primo consiglio di amministrazione di Banca Carige dopo l’Assemblea dello scorso 30 settembre che ha ridisegnato i vertici del Gruppo. Banca Carige ha il 90% della Cassa di Carrara Spa, il restante 10% lo ha la Fondazione. Nel nuovo Cda di Banca Carige, lo ricordiamo, vi è anche la carrarese Lucia Venuti, direttrice Amia, su indicazione dei soci di minoranza fra cui la Fondazione Cr Carrara.
«Da quel Consiglio di domani - scrivono i sindacati - potrebbero scaturire delle indicazioni significative sul completamento degli assetti e sul futuro del Gruppo nel suo insieme ed in particolare sul destino delle aziende partecipate e dei loro lavoratori. Come lavoratori della Cassa di Risparmio di Carrara abbiamo seguito e continuiamo a seguire con grande inquietudine tutte le vicende di Banca Carige consapevoli del fatto che le scelte che verranno adottate avranno significativi riflessi su di noi, sull’azienda e sul territorio. Abbiamo da sempre manifestato forti perplessità, non sulla scelta di entrare nel Gruppo Carige, bensì sulle modalità con le quali tale scelta è stata compiuta e abbiamo più volte criticato l’operato delle istituzioni del territorio e principalmente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara per il pressoché completo disimpegno nella Banca locale e per l’uso sconsiderato delle risorse rivenienti dalla vendita del 90% della Cassa. Ciò nonostante, pur non tacendo e sottovalutando il fatto che la Cassa di Risparmio di Carrara ha ormai snaturato il suo profilo di banca del territorio, non vediamo attualmente, per tutto ciò che è successo in questi anni, un futuro della nostra banca se non all’interno del Gruppo Carige, considerata anche la debolezza economica, la qualità e la struttura imprenditoriale del territorio che unite alle già citate avventure speculative e finanziarie della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara rendono pressoché impossibile qualsiasi realistica ipotesi di riappropriazione dell’Azienda. Un’eventuale dismissione della Cassa da parte del Gruppo Carige potrebbe comportare un salto nel buio e nuove avventure i cui pesanti prezzi verrebbero chiamati a pagarli, come al solito, i lavoratori e la clientela».
Le preoccupazioni sono legate anche al fatto che Banca Carige è stata chiamata da Bana d’Italia a rafforzare il proprio patrimoni di 800 milioni; e fra le ipotesi, si fa anche quella delle cessioni di quote di sue partecipate.
Proseguono i sindacati: «La Cassa di risparmio di Carrara, pur nelle gravi difficoltà del contesto economico in cui è chiamata ad operare, grazie all’impegno e ai sacrifici dei colleghi, continua a fornire buoni risultati economici che ci collocano ai vertici negli indici di produttività e di redditività rispetto alle altre banche del Gruppo: è per questo che chiediamo e pretendiamo rispetto e allo stesso tempo ribadiamo la necessità di interventi organizzativi e funzionali volti a valorizzare e razionalizzare il ruolo e l’impegno dei lavoratori consentendogli di svolgere il proprio lavoro con la necessaria serenità e consapevolezza. Infine, non ci sfugge il fatto che il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Carrara, dopo la svolta genovese, presenta alcuni elementi di disomogeneità rispetto alle scelte operate; non vorremmo che questa situazione potesse comportare momenti di tensione nella nostra azienda tali da aggiungere ulteriori difficoltà alla situazione che stiamo vivendo poiché con tutto il rispetto, necessario e dovuto, la nostra azienda non potrebbe sopportare a Carrara la continuazione di una contesa, bene o male, risolta a Genova».
Il riferimento conclusivo, anche se non esplicito, è al fatto che Giovanni Berneschi, storico presidente della Banca Carige da alcuni giorni ufficialmente uscito dalla capogruppo, rimane comunque in carica come vicepresidente della Cassa di Carrara.
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