Il Tirreno

Albertosi inaugura il numero zero di Adò

MONTIGNOSO. Il «numero zero» è andato benissimo: più di 100 persone nel mezzo di un pomeriggio di sabato , si sono ritrovate in un angolo ben attrezzato del piazzale della Bottega di Adò, nella nuova...

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MONTIGNOSO. Il «numero zero» è andato benissimo: più di 100 persone nel mezzo di un pomeriggio di sabato , si sono ritrovate in un angolo ben attrezzato del piazzale della Bottega di Adò, nella nuova area artigianale per un incontro culturale. Il primo, il numero zero come si dice in gergo, ed anche l’unico di quest’anno in attesa della prossima estate. Quando invece, parole del patron Gianni Lorenzetti, la cultura e l’arte in tutte le sue forme troveranno posto nel luogo del sapore per eccellenza. Incontri ed esposizioni insomma.

Lorenzetti ci lavora da tempo e ha programmato tutto per il 2014 ma non ha saputo resistere quando ha avuto per le mani il libro scritto da Piercarlo Albertosi, sindacalista, dirigente politico, operatore sanitario, volto noto, notissimo. Albertosi ha infatti scritto un libro di grande interesse, per forma e contenuti: ecco «La Fabbrica della salute», frammenti di storia politica e sindacale della sanità apuana dal 1968 al 1992. Un libro - come ha raccontato - che è nato dal riordino di carte e documenti ospitati un tempo nelle sedi sindacali interne agli ospedali. Carte che avrebbero dovuto andare al macero.

Albertosi ha raccontato a chi non c’era e ricordato a chi, come lui, era in prima fila, retroscena degli scioperi della sanità del 1978 inquadrati nel contesto storico di un’Italia dove il Pci aveva raggiunto il suo massimo storico. L’assassinio di Aldo Moro, la nascita di un nuovo modello di sanità che passa progressivamente dai comitati di gestione locali, e politici, alle aziende e ai manager.

«Persone nominate da un assessore regionale nominato a a sua volta e non eletto», ha rimarcato polemicamente Albertosi che pur rappresentando nel libro in maniera oggettiva e documentata i fatti non si astiene certo - ed è anche questo il bello del libro - dal prendere posizione. Nel libro tanti fatti e personaggi. E vicende che sono attuali anche oggi. Come il destino dell’Ospedale pediatrico apuano di Monte Pepe. Un libro che offre ampi motivi di riflessione quello di Albertosi. Per lui applausi e un buon viatico per l’interessante progetto di «Adò».

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