Il Tirreno

Sindaci compatti: assieme sarà meglio

Sindaci compatti: assieme sarà meglio

I quattro amministratori elencano tutte le agevolazioni delle unioni tra Aulla e Podenzana e tra Bagnone e Villafranca

4 MINUTI DI LETTURA





LUNIGIANA. I sindaci dei quattro Comuni interessati ai referendum in programma domenica e lunedì prossimi in merito alla fusione Aulla-Podenzana e Bagnone-Villafranca, dichiarano il perchè sono favorevoli a tale atto.

Roberto Simoncini (Aulla): «Le ragioni del sì sono molteplici, quali: la razionalizzazione dei servizi e della spesa, la riduzione nel numero e nei costi, degli organi elettivi (sindaco, assessori e consiglieri); benefici economici garantiti dai finanziamenti statali e regionali al nuovo Comune, nonché l’esclusione dal Patto di stabilità per 3 anni. Possibilità di organizzare e strutturare un unico ufficio dedicato ai finanziamenti, regionali, statali ed europei, in grado di intercettare risorse da dedicare agli investimenti pubblici, al sostegno delle attività delle piccole e medie imprese e per creare nuova occupazione».

«Non ci sono ragioni per dire no, chi lo sostiene lo fa, solo ed esclusivamente, per difendere interessi politici personali».

Gianfranco Lazzeroni (Bagnone): «Conviene votare “sì” al Nuovo Comune perché un municipio di 6.800 abitanti può amministrare un territorio omogeneo dal Magra all’Appennino con problemi Comuni che è infinitamente meglio affrontare insieme; ha un maggior peso politico e amministrativo per affermare gli interessi del territorio e dei suoi cittadini; può organizzare meglio i servizi per i cittadini spendendo meno; mantiene l’autonomia di decisione su tutte le funzioni fondamentali che altrimenti già dal primo gennaio 2014 dovranno essere gestite dall’Unione dei Comuni; può ottenere sicuramente ingenti incentivi economici per 7 milioni di euro in 10 anni; con tali risorse si possono fare investimenti su scuola, viabilità, e fare adeguate manutenzioni alle strade; si possono inoltre abbassare le tariffe e le tasse che pesano su famiglie e imprese».

«Non conosco veramente un solo motivo valido per votare “no” dato che i motivi sono basati sulla negazione dell’evidenza e sulla agitazione di sentimenti di paura, sospetto e sfiducia; sono argomenti strumentali e portati ad arte per impaurire e confondere i cittadini; si dice di volere salvare Bagnone ma così si condanna alla marginalità; dicono che chiuderanno: caserma carabinieri, banche, Poste, farmacia (lo sanno che non è assolutamente così e che è un argomento che non c’entra con la fusione); dicono di non voler diventare una frazione di Villafranca, ma quello che il sì vuol costruire è un nuovo Comune più adeguato ai tempi, con due municipi, con più risorse e possibilità di amministrare meglio e in autonomia».

Riccardo Varese (Podenzana): «Perché “sì”: si per essere attori del nostro futuro e del futuro dei nostri giovani, perché Podenzana possa diventare il più grande Comune della Lunigiana. Sì perché ad oggi per un accorpamento volontario si potrà usufruire di importanti benefici economici (circa 9 milioni e mezzo di euro in 10 anni) senza il vincolo del patto di stabilità. Sì perché fermarsi ora, senza programmare ciecamente il nostro futuro, vorrebbe dire per il nostro piccolo Comune essere annientato dai continui tagli dello Stato e dallo scellerato Patto di stabilità, costringendolo a una resa ingloriosa e immeritata».

«Perché “no”: non ci sono ragioni per votare no».

Pietro Cerutti (Villafranca): «La fusione è un’opportunità irripetibile di garantirsi la possibilità di continuare ad amministrare il proprio territorio in modo efficace e dare risposte concrete ai propri cittadini. Nella crisi che stiamo vivendo, i comuni più piccoli stanno perdendo la capacità di operare, di dare servizi, di effettuare scelte, di pensare ad investimenti. Le leggi in vigore e quelle in fase di studio vanno tutte nella stessa direzione: obbligare i comuni a gestire in forma associata le funzioni amministrative, spingendoli ad accorparsi. Credo che ormai quasi tutti siano consapevoli che questa sia una strada obbligata. Certo, il processo di fusione tra comuni in Lunigiana poteva essere gestito molto meglio, ma purtroppo sono prevalsi personalismi ed interessi non certo condivisibili. Comunque sia, le fusioni in atto tra Villafranca-Bagnone ed Aulla-Podenzana sono un segnale importante e rappresentano un primo passo nella direzione giusta. Queste amministrazioni, e nel nostro caso con voce unanimi di maggioranze e opposizione, hanno avuto il coraggio di offrire ai propri cittadini la possibilità di una scelta importante. Personalmente ritengo questo argomento assolutamente pretestuoso, e comunque irrilevante rispetto ai grandi vantaggi che ne otterranno le comunità interessate: sarebbe come non cogliere i frutti di una pianta nell’attesa di un raccolto maggiore che probabilmente maturerà troppo tardi. Unire le forze in questo momento è l’unica possibilità che abbiamo. Le carenze di personale, la mancanza di risorse, l’impossibilità di programmare una qualsiasi scelta che preveda investimenti, o ancor peggio di garantire una manutenzione al nostro territorio, paralizzano la nostra attività. Con la fusione riusciremo ad avere uffici in grado di garantire maggior efficienza e risposte più solerti. Gli incentivi che arriveranno potranno permetterci di frenare l’inevitabile aumento della tassazione locale ed invertire questa tendenza».

«Sono fermamente convinto che nell’interesse delle nostre comunità non ci sia alcun motivo valido per dire no. Se guardiamo anche al passato ci rendiamo conto che dire no per paura, o per sterili sentimentalismi, è la peggiore delle scelte possibili. Infine mi si lasci dire che le fusioni non sono cancellazioni di comunità o di territori. Semmai, sono cancellazioni di inutili divisioni poste in comunità e territori già visceralmente uniti».(f.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web