Attenzione
Morì in cava, udienza rinviata
Trattativa risarcitoria in corso, la vedova e le figlie sono parti civili
CARRARA. Morì a 36 anni folgorato in cava, accanto alla cabina elettrica che stava tinteggiando: la moglie e le due figlie di Enrico Mauceri ieri, in sede di udienza preliminare, si sono costituite parti civili (sono rappresentate dall’avvocato Marco Valerio Corini).
L’udienza è stata rinviata al 27 febbraio prossimo: questo per fare in modo - come è stato sottolineato dal pm titolare dell’inchiesta, Vito Bertoni - che vada avanti la trattativa risarcitoria dell’assicurazione proprio nei confronti della vedova di Enrico Mauceri e delle due figlie. Non si sono costituite invece le altri parti lese di questa vicenda e cioè la madre di Enrico Mauceri i due fratelli e la sorella. Il padre, il giudice Maurizio Mauceri, è morto di recente.
In quella data verrà deciso il rinvio a giudizio o meno degli imputati, con l’accusa di omicidio colposo che sono Nando Gemignani, socio amministratore della ditta New energy presso cui Mauceri lavorava (e di cui era anche socio) e Gianni Borghini, amministratore della Calacata Crestola, azienda - anch’essa imputata - titolare del diritto di escavazione nella cava Ruggetta dove si trovava la cabina elettrica oggetto dei lavori da parte della Lev.
L’incidente, lo ricordiamo, avvenne il 16 novembre di due anni fa.
Mauceri stava lavorando con la ditta New energy nella cabina elettrica all’interno della cava Ruggetta quando, per tinteggiare le pareti esterne, afferrò una scala metallica da ponteggio.
Nel sollevarla venne a contatto con i fili dell’alta tensione: l’impatto non gli lasciò scampo. Enrico Mauceri morì folgorato.
Per quella vicenda ora l’epilogo è in tribunale: l’udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 27 febbraio prossimo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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