Sicurezza
«Giù le mani dall’arenile» Grillini contro i balneari
I gruppi 5 Stelle si schierano contro il governo Letta e la Regione per le manovre in corso per salvare la categoria dalle aste dei bagni previste dalla Bolkestein
MASSA CARRARA. «Siamo nettamente contrari ad ogni forma di regolamentazione delle concessioni demaniali balneari che preveda la divisione della spiaggia individuando due realtà distinte.Da una parte lo stabilimento che verrebbe venduto al concessionario il quale diverrebbe così di fatto proprietario della struttura con cabine, docce e servizi vari e dall'altra la spiaggia che invece andrebbe a gara d'asta, indovinate a chi?È irregolare ed eticamente riprovevole che lo Stato abdichi ai suoi diritti svendendo porzioni di territorio pregiate e logisticamente non alienabili in quanto unici accessi al mare»
Parole e giudizio, netto, dei grillini, in particolare dei gruppi dei comuni di Carrara, Montignoso, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, Castelfranco Di Sotto, Livorno, Ponsacco, Lucca, Capannori, Mediavalle e Garfagnana, Siena, Pisa, Grosseto, Lari-Casciana Terme, Rosignano Marittimo, Tavarnelle Val di Pesa, Empoli, Campi Bisenzio, Signa, Firenze,Massarosa, Camaiore, Prato.
La questione è quella della svolta, o presunta tale, nella guerra che i balneari stanno facendo al pericolo aste dettato dalla Bolkestein. Il governo Letta infatti sta studiando un provvedimento per salvare capra e cavoli. Intanto, da un punto di vista pratico si tratterebbe intanto di ridefinire la linea di costa del demanio con un accorgimento tecnico non da poco: dividere la spiaggia, che resterebbe concessione demaniale, dagli immobili (cabine, ristorante, parcheggi etc) che passerebbero sotto il Comune. L’asta resterebbe in vigore ma sarebbe poco appetibile visto che avere solo la sabbia senza strutture di supporto dietro farebbe cadere le aspettative. Di fatti gli unici interessati sarebbero gli stessi proprietari dei bagni costretti comunque a sborsare un bel po’ di soldi in più per le concessioni.
Un salvataggio della categoria dei balneari che i grillini non vogliono assolutamente al grido che la spiaggia è di tutti. Spiegano: «Chi ha investito sapeva benissimo cosa stesse facendo ma non ha tenuto conto delle conseguenze, anche grazie a tutti quegli amministratori che condividevano gli stessi interessi. La spiaggia è di tutti i cittadini, non solo e non di chi ci ha costruito sopra con il beneplacito del dirigente ASL o del Sindaco di turno in barba alla direttiva regionale che si esprime in merito alla removibilità delle strutture stesse… Ci fa vergognare che si faccia carta straccia delle regole a proprio uso e consumo, per ultimo la Regione Toscana che poche settimane fà ha modificato il concetto di facile rimozione cambiandolo da 48 ore a 90 giorni, praticamente certificando che tutti gli stabilimenti sono di facile rimozione, anche quelli con piscine, discoteche e appartamenti. Siamo in un sistema di diritto, è bene ricordarlo. Chi ha ricevuto una concessione sapeva di intitolarsi una concessione e non di firmare un contratto di acquisto. Questo provvedimento non deve passare. Esiste, ed esisteva un regolamento prevalente, quello del Codice della Navigazione che disciplina la materia e quello dovrebbe essere rispettato. Noi vogliamo che tutti i cittadini possano avere la possibilità di contribuire alla ricchezza del proprio Paese, non solo pochi privilegiati titolari di rendite di posizione che si tramandano di padre in figlio da sempre».
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