Il Tirreno

«Solo tasse e disagi in più dalle fusioni»

«Solo tasse e disagi in più dalle fusioni»

I comitati del «no» di Bagnone e Podenzana motivano le rispettive contrarietà alle unioni con Villafranca e Podenzana

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BAGNONE. A pochi giorni dai referendum scendono in campo i comitati contrari alla fusione tra Podenzana con Aulla e Bagnone con Villafranca.

I rappresentanti dei contrari alla fusione così motivano le loro posizioni.

Agostino Ciardelli (Comitato per il No di Podenzana): «Il “no” alla fusione tra il Comune di Podenzana con quello di Aulla sta in 5 punti fondamentali.

1 - Per noi questa fusione comporterà di certo un aumento delle tasse sia per i singoli nuclei famigliari che per le attività commerciali-artigiane.

2 - Da un punto di vista economico chi otterrà vantaggi sarà solamente il Comune di Aulla che, grazie agli introiti previsti dalla fusione, riuscirà a sopravvivere, vista anche l’ultima segnalazione della Corte dei Conti che ci pare non essere stata molto tenera nei suoi confronti. Invece il Comune di Podenzana morirà perdendo definitivamente la propria identità legata e in sintonia con il proprio territorio e tradizioni.

3 - La fusione tra i due Comuni con la fagocitazione di quello di Podenzana in quello di Aulla creerà ulteriori disagi in merito ai principali servizi pubblici, come ad esempio il presidio sanitario e gli uffici postali che sicuramente saranno i primi ad essere tagliati in quell’ottica di globalizzazione selvaggia che purtroppo non tiene più in alcuna considerazione le esigenze delle persone più deboli.

4 - Unire il nostro Comune a quello di Aulla vorrà dire impedire al nostro territorio quello sviluppo socio economico basato sulle piccole attività artigianali-agricoltura biologica-ristorazione, impedendo definitivamente l’integrazione tra il capoluogo e la frazione di Montedivalli.

5 - Questa fusione tra il nostro Comune con quello di Aulla renderà il nostro al pari dell’ultima frazione dimenticata del nuovo Comune di Aulla.

Rispondendo al secondo quesito, credo che sia chiaro che da parte nostra non esiste alcun punto anche tenendo conto del fatto che ci pare sia intenzione del nuovo e futuro Comune di Aulla di uscire dal patto di stabilità con tutti gli annessi e connessi».

Michele Olivieri (Salviamo Bagnone): «Il nostro “no”, fermo e deciso, alla proposta di fusione di Bagnone con Villafranca non è frutto di un atteggiamento precostituito, magari determinato da sentimenti di sterile campanilismo, ma di un’idea diversa per il futuro del nostro Paese. In caso di cancellazione del Comune, Bagnone si ritroverebbe nel giro di pochi anni in una situazione di progressiva marginalizzazione, privo della necessaria visibilità per puntare davvero allo sviluppo turistico e con servizi che andrebbero di anno in anno a sparire quali l’ufficio postale, le agenzie bancarie, il presidio medico e la caserma dei Carabinieri: il sindaco attuale non ha strumenti per garantire alcunchè e il fatto che lo faccia lo stesso non è serio. Non solo ma la mancanza di un punto di riferimento importante come il Comune darebbe una spinta negativa alla perdita di quella vitalità ancora presente indispensabile al mantenimento della identità culturale e storica della comunità bagnonese. Il sindaco di Bagnone ha ridotto tutto il confronto a una questione di soldi: mi dispiace, Bagnone non è in vendita e tanto meno lo è di fronte a promesse economiche formulate da una classe politica priva ormai di qualsivoglia credibilità. Rifiutiamo di barattare una fusione che porterebbe al declino certo di Bagnone con vantaggi certi solo per alcuni dirigenti politici: è un tradimento che Bagnone non merita».

«Infine credo che sia condivisibile l’obiettivo dichiarato di contenimento dei costi ma la fusione è uno strumento inadeguato. Lo studio condotto dall’Irpet nel 2010 ha chiarito che i risparmi per la gestione dei servizi fondamentali si realizzano in ambiti di almeno 20/30mila abitanti: la fusione porterebbe alla creazione di una realtà di nemmeno 7milaabitanti, quindi una soluzione del tutto inadeguata.(f.p.)

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