La manifestazione
Simoncini non si dimette e contrattacca
«Se sarò sfiduciato non partirà la rinascita di Aulla post alluvione». Preoccupazione di Cna
AULLA. Niente dimissioni da sindaco, anzi. E' un Roberto Simoncini assolutamente non intenzionato a mollare quello che risponde al telefono, anche se la voce tradisce una certa apprensione forse dovuta alla tensione di queste ore, segnate dalla presentazione di una mozione di sfiducia da parte di 11 consiglieri comunali (tutta la minoranza più cinque consiglieri di maggioranza).
Apprensione che non impedisce al sindaco di lanciare un messaggio preciso agli undici, un messaggio che qualcuno potrebbe interpretare come un ricatto politico: «Se sarò sfiduciato entro il 30 ottobre, non partirà alcuna ricostruzione post alluvione. Quindi, niente argine sul fiume Magra, niente scuole, niente case popolari, niente ponte a Stadano. Niente di niente. Infatti, ci sono ancora passaggi formali da espletare, c'è un crono programma che, se sarò sfiduciato, non potrà essere portato a compimento».
Di conseguenza, Simoncini invita tutti ad avere senso di responsabilità, ricordando che «queste tensioni potrebbero comportare la non approvazione del bilancio, il non pagamento delle imprese che hanno lavorato per il Comune di Aulla e la non messa in sicurezza dei centri sportivi».
A chi lo ha sfiduciato, poi, il primo cittadino aullese, quando gli chiediamo che ne pensa delle critiche mossegli, riserva una stoccata: «Chi rifiuta di essere coinvolto nella vita amministrativa, poi non può venirsene fuori lamentando di non essere stato coinvolto. C'è un disinteresse genarale verso la cosa pubblica, ma, lo ripeto, occorre senso di responsabilità, occorre anteporre l'interesse generale. Poi se Simoncini non lo si vuole più, si facciano, se si ha la forza di farli, i passi politici che devono essere fatti. Prima, però, si metta in sicurezza il territorio, poi possiamo pure andare a casa» conclude il sindaco di Aulla.
Ricordiamo i nomi dei firmatari della mozione di sfiducia, iniziando dai consiglieri di maggioranza: la presidente del consiglio comunale, Marusca Bonini, Moreno Cargiolli, Alessandra Colombo, Carlo Magrini e Roberto Petacco. A questi si sono aggiunti i sei consiglieri di opposizione: Sandro Caponi, Walter Moretti, Matteo Lupi, Matteo Ratti, Roberta Semeria e Aldo Vivaldi.
Preoccupazione di Cna. «Non fate ricadere gli effetti della crisi politica sul territorio». Cna chiede un atto di responsabilità all’amministrazione comunale: «Prima approvate il bilancio - spiegano gli artigiani - poi giocate alla politica ma senza danneggiare le imprese». È un vero monito quello della principale associazione degli artigiani, preoccupata per i “mal di pancia” in seno al consiglio comunale.
«Prima di mandare tutto all’aria approvate il bilancio - fa notare Cna dopo il rinvio - e assicurate tempi certi per la liquidazione dei crediti che le imprese vantano nei confronti dell’amministrazione per i lavori appaltati ed eseguiti. Non può essere sempre la comunità a pagare il prezzo più alto della bagarre politica».
Cna teme una paralisi della macchina pubblica e degli apparati essenziali per un suo corretto ed efficienze funzionamento pur non entrando nel merito del dibattito politico.
«Non è di nostra competenza - fa notare Cna - tanto meno oggi che le imprese stanno vivendo una profonda e prolungata crisi. La politica non sia uno dei fattori peggiorativi di una situazione che è già molto complicata e fragile. Il territorio e questo paese non si possono permettere più incertezze e ritardi».(g.u.)
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