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Morte in cava, udienza preliminare

Morte in cava, udienza preliminare

Enrico Mauceri fu folgorato, il pm chiede il processo per la ditta Calacata Crestola e il titolare, e per il socio della vittima

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CARRARA. Morì perché non era stata disattivata la corrente nei pressi della cabina elettrica che stava tinteggiando: questa l’ipotesi della pubblica accusa per il decesso di Enrico Mauceri, che rimase folgorato il 16 novembre di due anni fa. Adesso, per quella morte sul lavoro, è in programma l’udienza preliminare, nella quale il gup, questa mattina, dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno gli imputati: Nando Gemignani, 58 anni, socio amministratore della ditta New Energy di cui Mauceri era socio lavoratore; Gianni Borghini, 59 anni, amministratore della ditta Calacata Crestola titolare del diritto di escavazione nella cava Ruggetta (Mauceri stava tinteggiando la facciata della cabina a servizio della cava Ruggetta); imputata è anche la ditta Calacata Crestola srl.

L’accusa, sia per Gemignani che per Gianni Borghini, è di omicidio colposo e inosservanza delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le parti lese sono la madre di Enrico Mauceri (il papà, il giudice Maurizio, è morto di recente); la moglie e le due figlie piccole; i due fratelli e la sorella.

Il pm titolare dell’inchiesta, Vito Bertoni, nella sua ricostruzione sottoposta al vaglio del giudice per le indagini preliminari, ritiene che Nando Gemignani, quale titolare della New energy, non si sarebbe assicurato che il ponteggio fosse montato a regola d’arte, e non avrebbe rispettato tutte le precauzioni previste quando si effettuano lavori in prossimità di linee elettriche; in particolare, non avrebbe fatto mettere fuori tensione le linee, o comunque, non avrebbe fatto montare i ponteggi a distanza di sicurezza. Gianni Borghini, è accusato di aver consentito a Mauceri di iniziare e proseguire i lavori cui era stato adibito senza adoperarsi per la disattivazione della linea elettrica. E, con i i fili in tensione, la morte era in agguato: Enrico Mauceri, afferrata con le mani la scala metallica da ponteggio, e sollevata la stessa in modo da scavalcare il traverso centrale del ponteggio, con le estremità inferiori dei montanti della scala urtava con il gancio di uno dei montanti il cavo elettrico in tensione, che era a una distanza di 2,7 metri dal pannello di calpestìo. La folgorazione immediata non gli lasciò scampo.

Per quanto riguarda la ditta Calacata Crestola srl, deve rispondere dell’illecito relativo al mancato rispetto della legislazione sulla sicurezza sul lavoro, in quanto avrebbe permesso all’amministratore unico e legale rappresentante Gianni Borghini di far eseguire lavori - nel proprio interesse economico consistito nell’evitare la sospensione delle attività produttive che sarebbe stata imposta dalla disattivazione della linea elettrica - permettendo così che Gianni Borghini commettesse l’illecito di cui è accusato (l’omicidio colposo), in questo concorrente con l’illecito commesso da Nando Gemignani della New Energy.

La corrente non fu staccata, Enrico Mauceri perse la vita: questo il nodo dell’accusa. Starà al gup decidere se gli imputati dovranno essere processati o prosciolti. (m.b.)

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