Il Tirreno

Il nono indagato è la società Venezia

Il nono indagato è la società Venezia

“Nero alle cave”, il pm dissequestra l’agenda dell’autista Simonelli. E intanto spunta il “Gratta e vinci” di marmo

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CARRARA. Svelato il mistero: il nono indagato dell’inchiesta sul nero alle cave e al piano, non è una persona fisica, ma una persona giuridica, cioè la Venezia Brokers. Quindi, i nove indagati, riassumendo, sono: i tre fratelli soci della Venezia Brokers e la società stessa; gli imprenditori Kapur Munish e Nicola Fontanili, l’autista Giovanni Simonelli con la moglie e il figlio. E a proposito di Simonelli: l’avvocato difensore Giovanni Altadonna aveva presentato domanda di dissequestro dell’agenda presa dalla finanza nel blitz di lunedì della scorsa settimana: l’udienza è stata fissata per lunedì, ma intanto, la pm titolare dell’inchiesta Rossella Soffio ha disposto il dissequestro dell’agenda stessa. Vedremo se l’avvocato procederà ugualmente con l’udienza al tribunale del riesame; per gli altri indagati le udienze saranno da martedì in poi.

Si può dire che una prima fase dell’inchiesta si stia chiudendo: con i primi nove indagati, la Procura ha “scoperto le carte”, in quanto ha ritenuto necessario procedere con sequestro di materiale e documentazione, ma l’impressione è che l’indagine, che prosegue da oltre un anno (fu lo stesso procuratore Aldo Giubilaro a dichiararlo ufficialmente in una intervista al “Tirreno”), abbia diverse novità in serbo. In dodici mesi, la Finanza avrebbe infatti acquisito molte ore di intercettazioni telefoniche, alle quali hanno fatto seguito riscontri con l’estero, sia in paradisi fiscali che direttamente nei Paesi di destinazione dei blocchi, India, Cina oltre che Hong Kong. La “sottofatturazione sistematica” di cui parla la procura avrebbe finito per provocare anche l’irritazione dell’India, che nel primo semestre del 2013 ha visto un introito complessivo di circa sei milioni di euro, che non paiono compatibili con la qualità e la quantità effettivamente esportate.

“Gratta e vinci”... di marmo. E intanto, sarebbe arrivata alle forze dell’ordine una segnalazione al vaglio degli investigatori. E cioè che alcuni titolari di ricevitorie e bar tabacchi, nel nostro comprensorio, sarebbero stati avvicinati da emissari di imprenditori del settore, con una offerta di questo tenore: quando si presenta qualche vincitore di “Gratta e vinci”, mandateli da noi, che ci pensiamo noi a dare il contante, in cambio del biglietto. Un modo spiccio per “riciclare” in fretta denato frutto del nero. Una segnalazione che ovviamente necessita di riscontri giudiziari, ma che giri molto contante lo ha già accertato l’inchiesta, nel momento in cui ha bloccato un impiegato veneto con in tasca 39mila nei pressi di un’azienda di marmo. Insomma, il fronte è vasto, ma solo nel momento in cui, forse attraverso il riesame, si conosceranno della documentazione in più in mano alla procura, si potrà avere una misura più precisa di qualità e quantità delle intercettazioni al vaglio degli investigatori. Fermo restando che l’inchiesta attuale potrebbe averne anche una “parallela”, nella quale ad oggi la procura potrebbe aver ritenuto di non agire con atti che necessitano di avvisi di garanzia (come appunto i sequestri di dieci giorni fa), per poter continuare a intecettare senza farlo sapere ai diretti interessati. Non resta che attendere, questa inchiesta di partenza sembra concentrata sull’attività di broker della “Venezia”, sulle attività della società in cui Eugenio Venezia e Nicola Fontanili sono soci, e sul ruolo di Kapur Munish; con le auto della ditta di Simonelli e della moglie ritenute interessanti per quello che si diceva a bordo.

«Nicola, le dimissioni ti fanno onore». Con una lettera aperta, l’ex capo ufficio stampa del Comune, il giornalista Vittorio Prayer, si rivolge a Nicola Fontanili, dimessosi da presidente dei Giovani Industriali: «Caro Nicola Fontanili, complimenti per il tuo gesto di alta dignità, in una città dove etica e morale latitano, ormai da decenni. Orgia di potere ed indifferenza prevalgono, ai danni di un popolo logorato, povero e sconfitto. Ti sei dimesso Nicola, quando da noi trionfano i "Mercabul", gli "Scilipoti" di turno e i raccomandati di scellerata politica. Bravo Nicola, con tutto il rispetto della giustizia che arriva a riscattare vittime pallide e sanguinanti di morti sul lavoro. Ed altro... Tuo Padre Giovanni era mio amico. Tuo nonno Virginio, uno dei veri Gentleman del marmo, che io abbia mai conosciuto in vita. Chiamavamo la vostra azienda "Fontanezzi": “Fontanili-Vegezzi"; come la nota vetrina di Via Roma. Tanto era linda, ordinata, mirabolante alla vista. Se hai sbagliato, affronta la prova con lo stesso concetto di onore che subito hai manifestato. L'onore... Nicola, come quello dei tuoi antenati. Con tuo padre cantavamo le "song" dei Beatles: "Immagina di essere su una barca in un fiume, a guardare alberi di mandarino e cieli di marmellata. La ragazza dagli occhi di caleidoscopio si chiama Lucia... E tocca un cielo pieno di diamanti"..."Lucy in the Sky, with diamonds"».

(m.b.)

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