Sicurezza
«Fossi sporchi, temiamo alluvioni»
I vigili del fuoco del Conapo: non c’è un coordinamento dei soccorsi, ecco perché poi la gente resta isolata per giorni
MASSA. Da dieci anni a questa parte il territorio apuano è flagellato dal maltempo. Ogni autunno succede qualcosa di grave: vuoi perché i fossi non ce la fanno più ed esondano appena viene giù un po’ d’acqua, vuoi perché per costruire è stato tombato tutto quello che c’era. Eppure nonostante l’emergenza continua non esiste un coordinamento dei soccorsi. E i vigili del fuoco nella loro protesta davanti alla prefettura lo hanno fatto presente, sottolineando come, dopo le alluvioni del 2012 e 2013, poco o niente è stato fatto per risolvere le criticità. «Bisogna dare vita al coordinamento dei soccorsi - spiega Giovanni Musetti, del sindacato Conapo dei vigili del fuoco -. La prefettura deve trovare un modo per far collaborare noi, i Comuni e la protezione civile. Perché non ci vogliamo trovare nella situazione dello scorso novembre, quando dovevamo telefonare a un numero verde per avere i sacchetti di sabbia. Un anno fa la gente era esasperata e abbiamo rischiato di prendere degli schiaffi per colpe non nostre, adesso diciamo basta. Diamo vita a una macchina funzionante e risolviamo i problemi che arriveranno da qui a pochi giorni».
Perché Musetti, come un po’ tutti i pompieri, sa che appena inizierà a piovere seriamente ci saranno i problemi di sempre: «E certo che ci saranno i problemi di sempre, del resto hanno fatto poco o nulla per mettere in sicurezza le criticità esistenti». E segue l’elenco dei punti più pericolosi tra Massa e Carrara: la foce del Carrione, il Ricortola, Colonnata, Poveromo, l’area attorno alla Don Gnocchi. Musetti poi alimenta le paure di chi abita accanto al nuovo ospedale: «Si allaga sempre. Quando il nosocomio sarà attivo dovremo intervenire più volte per liberare i sotterranei dall’acqua piovana. Può sembrare un’assurdità ma anche la nostra caserma è circondata da una sorta di palude appena vengono giù quattro gocce».
Il Conapo chiede alla prefettura di fare presto: «Tra ottobre e novembre si verifica il maggior numero di eventi alluvionali. Così come siamo non possiamo garantire una copertura efficiente delle emergenze. Il nuovo prefetto ci dia un assetto preciso e noi rispetteremo il compito che ci verrà assegnato. Non vogliamo più trovarci di fronte a scene come quelle viste negli anni passati. Se la gente protesta lo fa perché perde tutto quello che ha e perché chi dovrebbe dargi una mano magari arriva dopo due o tre giorni. Se pulire i fossi è una spesa che non si può affrontare in questo momento di austerity, coordinare i soccorsi invece è fattibile. A noi ci pagano in ogni caso, se siamo utili però siamo più contenti».
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