Il dolore
Bilancio 2013, nel mirino marmo e Progetto Carrara
La previsione del Comune: conti in pareggio. Ma i revisori dei conti avvertono: fare attenzione all’introito del lapideo e al piano economico della partecipata
CARRARA. Bilancio di previsione 2013, centrato il pareggio ma i revisori “strigliano” l’amministrazione su lapideo e Progetto Carrara. Lapideo e partecipate si confermano “le bestie nere” del bilancio del Comune: i revisori dei conti lo confermano ormai da qualche anno ma, questa volta, con la loro relazione, entrano nel cuore del problema.
Pareggio di bilancio sulle spine. Nonostante i tagli dei trasferimenti del governo centrale, le continue modifiche alla normativa e la crisi economica, che ha fatto impennare le richieste di assistenza da parte delle fasce più deboli della popolazione, l’amministrazione ha centrato anche con il bilancio di previsione 2013 l’obiettivo del pareggio: un risultato non semplice, aveva spiegato una settimana fa in commissione, l’assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli, sottolineando come, anche questa volta, non siano stati intaccati i livelli dei servizi del sociale e dell’istruzione. Tutto bene? A leggere la relazione del collegio dei revisori dei conti verrebbe da rispondere, “no”. Luca Barbieri, Andrea Pasquini e Marzia Grassi, pur approvando il documento nel suo complesso, tornano ad accendere i riflettori sul gettito del lapideo e sul peso delle partecipate. Non è la prima volta che i revisori si concentrano su questi due capitoli che da qualche anno, sono un leit-motiv della relazione. Secondo il collegio, “le previsioni di entrata e spesa corrente per l’anno 2013 pur complessivamente attendibili e congrue devono essere verificate e attentamente monitorate relativamente agli introiti del lapideo”. I revisori spiegano che le entrate di quel settore “già di difficile determinazione per via delle incertezze circa la loro entità e l’elevato livello di contenzioso, sono rese ancora più incerte dalla sentenza del Tar del 13 agosto”. Il riferimento è al provvedimento del tribunale amministrativo che ha annullato le tariffe determinate dal municipio per il 2012 e 2013, ripristinando quelle previste dall’accordo con gli industriali nel 2008. Nonostante il dirigente del settore marmo, nella sua relazione, abbia spiegato che le minori entrate dalle scaglie per il 2012 e 2013 (per un totale di 3,6 milioni di euro in meno), siano sostanzialmente compensate dall’aumento del gettito dalle scaglie per gli anni tra il 2009 e il 2013, (per circa 2 milioni di euro in più all’anno), i revisori osservano che questo presunto “pareggio”, potrebbe risultare di difficile attuazione “viste le problematiche storiche dei rapporti con il settore lapideo” che, aggiungono, “potrebbe sfociare in un nuovo contenzioso”. Come a dire che il Comune, presupponendo un pareggio avrebbe fatto i conti senza l’oste, in questo caso le aziende dei detriti, che potrebbero riportare l’amministrazione in tribunale. I revisori ammettono inoltre di non essere “in grado di esprimere una valutazione sulle entrate del lapideo, in quanto l’amministrazione non ha ancora deciso cosa fare in merito alla sentenza del Tar, soprattutto con riferimento alle modalità di recupero degli anni precedenti e di revisione delle tariffe annullate”, ma ribadiscono comunque “le conseguenze negative sulla liquidità dell’ente derivanti dalle difficoltà di riscossione del settore lapideo”. Per questo il collegio richiede all’amministrazione una “particolare attenzione a tale situazione che se non contrastata adeguatamente potrebbe essere causa di uno squilibrio finanziario difficilmente rimediabile con soluzioni ordinarie”.
L’altra nota dolente “ricorrente” nei bilanci del Comune è rappresentata dalle partecipate: i revisori richiamano in primo luogo l’articolo del Testo unico degli enti locali (Tuel) che istituisce il controllo interno su queste società e “insistono sulla necessità di incidere maggiormente sulle scelte gestionali delle società per evitare il ripetersi di gravi crisi societarie e le notevoli ricadute sui bilanci dell’ente”. Anche perché, l’onere a carico del bilancio del Comune per i servizi esternalizzati agli organismi partecipati è previsto nel bilancio 2013 per euro 21.869.594. A destare particolare preoccupazione nei revisori dei conti del Comune è la Progetto Carrara: secondo il collegio “essa deve essere oggetto di attento monitoraggio allo scopo di superare la grave situazione di incertezza che caratterizza la società sia dal punto vista finanziario che economico e che riverbera i suoi riflessi negativi sul bilancio dell’ente, attuale e soprattutto futuro”. I revisori invitano quindi l’amministrazione a richiedere alla Progetto “il Piano Economico e Finanziario, nel quale vengano riconsiderati gli attuali costi gestionali, affinché gli stessi siano congrui con le entrate previste e coerenti con l’attività oggi concretamente svolta”.
Cinzia Chiappini
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