Il Tirreno

«Rischio fuga di notizie coi detenuti in tribunale»

«Rischio fuga di notizie coi detenuti in tribunale»

Il sindacato di polizia Cosap contro gli archivisti-carcerati: e il segreto d’ufficio? La presidente Failla replica: allarme infondato, nessun accesso ad atti sensibili

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«Obiettivo nobile e condivisibile quello di offrire ai detenuti un percorso riabilitativo che li aiuti al futuro reinserimento nella società. Ma, per favore, non in un tribunale: c’è il pericolo di fuga di notizie e di violazione del segreto d’ufficio». Così il sindacato di polizia Consap boccia il progetto che ha portato un gruppo di dieci persone condannate con sentenza definitiva, a lavorare presso gli archivi del tribunale e della procura della Repubblica di Massa.

«Timori fuori luogo, allarme senza fondamento: quelle persone non hanno accesso ad alcun documento sensibile o “segreto”», replica però immediatamente Maria Cristina Failla, presidente del tribunale e promotrice del progetto assieme alla direzione della casa circondariale e della Caritas.

Il segretario provinciale del Consap Marco Morigoni non ha dubbi: «Non è assolutamente ammissibile che un percorso riabilitativo debba svolgersi all’interno di uffici giudiziari dove, ovviamente, sono conservati atti processuali, dati sensibili o personali che ipoteticamente quei soggetti potrebbero anche divulgare non essendo evidentemente tenuti al segreto d’ufficio. Ciò crea un reale pericolo di fuga di notizie che sarebbe pericolosissimo oltre che gravissimo. Per quale ragione si fa lavorare costoro in posti così delicati e particolari?» La dottoressa Failla ha però tutt’altra visione e rassicura: «I detenuti inseriti nel progetto sono tenuti a rispettare i segreto d’ufficio. Come lo sarebbe qualsiasi altra persona a cui venisse affidato quel compito. Il loro lavoro, inoltre, non prevede l’accesso ad atti riservati o sensibili: semplicemente devono mettere in ordine cronologico fascicoli di procedimenti chiusi da almeno 5 anni e di sistemare gli uffici, spostando mobili e archivi. Tutto qui, nessun rischio per questa attività che viene, ovviamente sottoposta al controllo del tribunale». E poi, chiude la presidente del tribunale, «questo percorso è iniziato nel luglio 2010 e da allora va avanti, senza nessun problema e con vantaggi per tutti».

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di Redazione web