La manifestazione
«Ravaneto Calocara: ancora un rischio per tutta Miseglia»
Gli ambientalisti scrivono al sindaco e al settore Marmo «Lavori fatti male, la popolazione continua ad avere paura»
CARRARA. «Ravaneto Calocara: Miseglia chiede una sistemazione seria». A sostenerlo in una lettera aperta inviata al sindaco e al settore Marmo, è Legambiente.
«Da circa un mese sono in corso lavori di sistemazione del ravaneto Calocara est, sovrastante Miseglia. Su invito degli abitanti, preoccupati che la movimentazione dei detriti potesse accentuare, in occasione di piogge intense, il trasporto di fanghi sulla strada, abbiamo chiesto l’accesso ai documenti amministrativi per capire nel dettaglio quali lavori fossero previsti- scrivono gli ambientalisti - Prima ancora di poter avanzare proposte, si è però verificato quanto temuto dagli abitanti: a seguito della pur modesta pioggia del 15 settembre (33 mm), notevoli quantità di fanghi sono stati dilavati dal ravaneto ed hanno invaso la strada comunale (via Miseglia Fantiscritti, ex marmifera). Nemmeno il lavaggio della strada è stato sufficiente ad evitare, nei giorni successivi, il sollevamento di polveri generato dal transito dei camion».
«Per gli abitanti di Miseglia questo ravaneto è un problema permanente, avendo già causato diversi guai al paese sottostante, a partire dalla colata di detriti che, nell’alluvione del settembre 2003, ha solcato il ravaneto e si è riversata a valle seppellendo e scavalcando la strada e sfiorando il santuario del Crocefisso - continua Legambiente - Nel dicembre 2010, a seguito di un’intensa pioggia, le strade di Miseglia sono state percorse da un vero e proprio torrente di acqua e fango –reso impetuoso dalla ripida pendenza– che, provenendo dal ravaneto, ha invaso le case».
E gli ambientlisti ricordano i loro progetti di messa in sicurezza: «Per il ravaneto ovest il progetto prevede interventi di sistemazione della nuova via di arroccamento (già eseguiti) e di rinaturalizzazione delle sue scarpate con specie autoctone mediante idrosemina (non effettuata). Per il ravaneto est è stata (mal) realizzata nel 2009 la vasca di sedimentazione al piede e sono oggi in atto i lavori di stabilizzazione (costruzione di bastioni trasversali in blocchi) e di scavo di un capiente solco per lo scolo delle acque, che le recapita nella vasca di sedimentazione. Terminati questi lavori di messa in sicurezza, è prevista sulla parte alta del ravaneto la realizzazione di due piazzali a servizio delle quattro cave, per la raccolta e vagliatura dei detriti, da trasportare poi a valle su camion; è previsto infine il rinverdimento dell’intero ravaneto».
«Considerato che la durata prevista dei lavori è piuttosto lunga (due anni), le preoccupazioni dei residenti sono comprensibile- continuano gli ambientalisti - In poche parole, i lavori, anziché rimuovere un rischio, lo hanno aggravato: si chiede perciò di prescrivere fin d’ora, anche se con inizio lavori dilazionato di qualche anno, la stesura di un progetto di rimozione completa del ravaneto est, realizzando i piazzali di servizio nel copro del ravaneto ovest o direttamente in cava».
«Ci auguriamo - so chiu e la nota - che il Comune prenda in seria considerazione e dia una completa e tempestiva attuazione all’insieme delle proposte presentate, al fine di risolvere problemi annosi, non più rinviabili».
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