Il Tirreno

Molestata con sms osceni Il colpevole era il suocero

Molestata con sms osceni Il colpevole era il suocero

Aumentano le denunce per stalking. Lite tra due anziani coniugi sul ponte Trieste Lui ha minacciato di gettarsi di sotto, ma è stato fermato dalle volanti

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MASSA. Sono passati due mesi dall’omicidio-suicidio di Marina di Massa, più di sessanta giorni da quando Marco Loiola ha sparato contro la moglie Chiara Biagi e l’uomo che credeva essere il suo amante. Da allora le denunce che vedono protagoniste coppie che non riescono più a stare insieme continuano ad arrivare senza soluzione di continuità alla procura di Massa. E il pool, istituito dopo la mattanza di luglio, lavora alacremente.

L’ultima storia è di ieri mattina, senza tragedia finale fortunatamente. Protagonisti due anziani coniugi che hanno iniziato a litigare in casa e hanno proseguito fino al ponte Trieste. Dove l’ira di lui è esplosa a tal punto da farlo sporgere dalla balaustra con l’intenzione di farla finita. Sono intervenute due volanti della polizia a sirene spiegate e gli agenti lo hanno afferrato prima che potesse fare qualcosa di irreparabile. Il settantenne poi si è calmato, ha anche abbracciato la moglie chiedendo scusa per tutto il trambusto causato.

Ma è soltanto l’ultimo degli episodi avvenuti dopo gli spari di quella maledetta domenica d’estate. Il più curioso di questi è un’indagine che ha coinvolto la squadra mobile per diverse settimane. Gli uomini di Antonio Dulvi Corcione hanno ascoltato il racconto di una avvenente quarantenne, separata dal marito da qualche mese, che aveva paura di essere perseguitata dal consorte. Messaggi a tutte le ore del giorno e della notte, anonimi. Non solo: anche il suo profilo Facebook era stato visitato da persone che non aveva tra gli amici e che poi facevano perdere le loro tracce cancellando le pagine fittizie. Avances eloquenti, anzi fin troppo spinte. Con velate minacce. Gli agenti pensavano di aveve a che fare con un marito lasciato e per questo furioso e si sono messi a indagare con tutta la tecnologia a loro disposizione.

E alla fine hanno scoperto chi era il molestatore misterioso della quarantenne. Sorpresa delle sorprese: non si trattava del coniuge, ma di suo padre. Ovvero il suocero - settant’anni suonati - della donna presa di mira. Quando gli inquirenti lo hanno detto a lei è caduta dalle nuvole, mai si sarebbe aspettata una cosa del genere.

Così il suocero è stato convocato in questura e gli è stato chiesto se sapeva dei messaggi che arrivavano alla moglie del figlio. Lui ha detto di no, ma poi si è contraddetto. Quando ha capito che era stato scoperto ha supplicato i poliziotti di non denunciarlo. Ovviamente non è stato esaudito, ma ha comunque garantito che non avrebbe mai più dato fastidio a quella donna: «Non raccontatelo a mio figlio, però. Altrimenti va a finire che perdo pure lui».

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di Redazione web