Proteste
Lavaggio, «l’inquinamento c’è ancora»
La commissione ambiente in visita a Miseglia, il presidente Poletti (Pd): sì, qualcosa è stato fatto, ma non basta
CARRARA. L’impianto di lavaggio dei camion è stato migliorato ma i problemi di inquinamento atmosferico e acustico restano irrisolti. E’ questo in sintesi l’esito del sopralluogo effettuato dalla Commissione Ambiente a Miseglia Bassa: i consiglieri, presieduti da Davide Poletti del Pd e accompagnati dalla presidente di Progetto Carrara Silvia Dell’Amico hanno visionato con attenzione la struttura, oggetto nei mesi scorsi di alcune migliorie. «L’impianto adesso è al massimo della sua funzionalità» ha spiegato la Dell’Amico, affermando che la sua società ha effettuato tutte quelle misure indicate dall’amministrazione su richiesta dei residenti di Miseglia Bassa e finalizzate al contenimento di polveri e rumori. «Abbiamo perfezionato il sistema di augelli, gli inverter e ridotto l’opacizzazione» ha dichiarato la presidente di Progetto Carrara, precisando che questi interventi, insieme all’applicazione dell’ordinanza che impone la copertura dei bisonti del marmo (a eccezione di quelli adibiti al trasporto dei blocchi) rappresentano il «massimo che si poteva fare». Ma secondo la Commissione Ambiente, tutto questo non è bastato: «Qualcosa è stato fatto ma il problema delle polveri deve essere ancora risolto… nonostante siano stati investiti tanti soldi l’inquinamento c’è ancora» ha dichiarato Poletti, sintetizzando le diverse posizioni uscite dalla sua commissione.
Certo secondo gli osservatori più esperti qualche margine di miglioramento c’è ancora: «L’impianto di lavaggio potrebbe essere chiuso anche a lato con pannelli fono assorbenti per limitare i rumori mentre per quanto riguarda la pulizia dei mezzi, sarebbe più efficace se i camion fossero lavati in movimento» ha osservato il consigliere del Movimento5Stelle Francesco De Pasquale. Qualche suggerimento è arrivato anche da Pino Sansoni di Legambiente Carrara che si è unito alla commissione: «Una fila in più di ugelli permetterebbe di lavare anche la parte alta dei mezzi, che oggi resta asciutta. L’asciugatura invece mi sembra completamente inefficace, fa solo rumore e i camion escono ancora bagnati» ha osservato l’ambientalista, che ha inoltre ribadito la necessità di installare, in ogni bacino, un sistema di lavaggio rudimentale, per togliere il grosso delle polveri dai mezzi prima che si immettano nelle strade comunali, come prevede peraltro il codice della strada. Durante il sopralluogo, l’attenzione dei consiglieri si è spostata poi, improvvisamente, sulle questioni legate alla viabilità: tutto merito, si fa per dire, di un pullman di turisti tedeschi che non riuscendo a transitare nella carreggiata riservata al traffico ordinario, ha dovuto effettuare una serie di manovre rocambolesche, mandando in tilt la circolazione, e riuscendo a riprendere il viaggio verso le cave solo dopo alcune eclatanti infrazioni, come percorrere contromano la strada che scende dai monti mentre la guida turistica, in mezzo alla carreggiata, fermava i mezzi provenienti dalle Canalie. Problemi di viabilità che non riguardano solo auto e pullman ma anche i camion: nel corso del sopralluogo della Commissione, diversi autotrasportatori si sono fermati per segnalare ai consiglieri alcuni passaggi particolarmente angusti, una serie di cordoli pericolosi e curve a gomito al limite della percorribilità. «Tutto questo dimostra che il progetto è stato fatto male» ha osservato la consigliera del Pdl Maria Elena Musetti, che ha chiesto anche la presenza fissa di una pattuglia della Polizia Municipale per monitorare il rispetto delle ordinanze e l’andamento della circolazione.
Cinzia Chiappini
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