La manifestazione
L’indagine? Evento annunciato
La riflessione: è sbagliato però pensare ad un effetto salvifico
CARRARA. Il circolo di Massa-Carrara di Sinistra Anticapitalista, che nasce dalla esperienza di Sinistra Critica e che ha tenuto a Chianciano, dal 20 al 22 settembre, la sua assemblea fondativa , interviene sul “Nero alle cave”. Una vicenda - si fa notare che «prospettando veri e propri profili di carattere criminale, non rappresenta altro che un evento annunciato. Va da sé che il commercio di una materia prima che viene sottostimata già alla sua origine, truffando la comunità locale che ne è proprietaria, non può che generare lungo il suo corso ulteriori illegittimità, contravvenzioni, se non veri e propri crimini coerenti con il peccato originale da cui trae l’impronta. A nostro avviso sembra però eccessiva la fiducia che, da più parti, viene riposta nell’effetto salvifico che questa indagine potrebbe avere sulla gestione del patrimonio marmifero e sulla principale economia locale. A parte ogni considerazione sulla durata e sugli esiti delle indagini e dei successivi procedimenti giudiziari, è bene ricordare che difficilmente la giustizia sociale è nata dalle aule dei tribunali, da questi possiamo attenderci risposte secondo giustizia per i casi in esame e, al massimo, qualche scandalo o qualche terremoto che determinino un avvicendamento nei gruppi dominanti ». «La vicenda però - prosegue la nota - dovrebbe innescare almeno un moto di ribellione ben più ampio di quello che da anni, motiva alcuni a contrastare lo scempio e la rapina di cui sono oggetto i nostri monti ed è vittima l’intera collettività». Ricorda Sinistra Anticapitalista: «Per tutto il primo decennio del 2000 la nostra città ha visto diverse ondate di indignazione e anche movimenti organizzati che hanno determinato, ben più delle beghe interne al partito democratico, la chiusura non programmata delle esperienze amministrative di Conti e di Segnanini. Questi movimenti, inoltre, hanno tenuto viva la fiaccola della proprietà collettiva delle cave e del marmo-bene comune ma non son riusciti ad invertire la tendenza, non sono riusciti a far sì che i principi sanciti dalla Corte Costituzionale e rivendicati dai carraresi almeno dal 1894 a tutela dei loro diritti espropriati dai padroni del marmo, avessero effettiva applicazione. Ancora una volta è l’ora che tutti coloro, che credono nelle ragioni di questa lotta secolare ma più che mai attuale, si uniscano per riprendere nelle proprie mani il destino dell’economia del marmo e della sopravvivenza di Carrara, non come quartiere suburbano dell’area di costa, ma come città nella quale valga la pena di vivere. Sinistra Anticapitalista e i suoi militanti, come in passato, sono pronti a dare tutto il loro contributo per la costruzione di un movimento forte ed unitario che imponga l’indispensabile inversione di tendenza».
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