Finanza
Intercettati in auto: c’era una cimice
Il nodo dell’indagine sarebbe nelle centinaia di pagine di intercettazioni Registrati gli imprenditori e i clienti: tanti nuovi nomi al vaglio della Procura
CARRARA. C’era una cimice, nascosta nella macchina di Giovanni Simonelli, l’autista che, ormai da mesi, portava i grossi compratori indiani e cinesi nelle aziende di marmo carraresi?
Da quanto emerge, potrebbe anche essere questo uno degli elementi chiave della maxi inchiesta sul nero alle cave e al piano, culminata (ma sembra solo per il momento) con le perquisizioni in alcune ditte di marmo, e nelle abitazioni delle nove persone finite nel registro degli indagati.
Imprenditori intercettati? L’indiscrezione non trova conferme ufficiali, ma il cuore dell’inchiesta starebbe proprio qui: nelle pagine e pagine di intercettazioni, telefoniche e anche ambientali al vaglio della Procura. Con molte conversazioni “registrate” attraverso la cimice che, all’inizio dell’anno, sarebbe stata posizionata nella macchina dell’autista, Giovanni Simonelli, che accompagnava i clienti e alcuni degli imprenditori finiti nel registro degli indagati. Insomma anche da queste conversazioni (oltre che dalle intercettazioni telefoniche e dall’analisi dei flussi di denaro all’estero) avrebbe preso le mosse l’operazione condotta da Procura e Fiamme Gialle. E sarebbe proprio questo il motivo per cui il pubblico ministero titolare del fascicolo, la dottoressa Rossella Soffio, ha precisato fin da subito che l’indagine è solo all’inizio. O meglio “alla prima fase”. Quello che adesso è sotto esame sono tutte le intercettazioni: alcune hanno già condotto alle perquisizioni effettuate e ai nove nomi iscritti al registro degli indagati. Ma sembra che, molto presto, potrebbero esserci ulteriori sviluppi.
Depositate le richieste di riesame. Operazione “nero alle cave e al piano”: i legali hanno già presentato le richieste di riesame. Entro dopo domani dovranno pervenire tutte sul tavolo del tribunale collegiale di Massa che dovrà poi esprimersi in materia. E quindi decidere se dissequestrare i vari documenti requisiti durante la maxi perquisizioni, in otto aziende, di lunedì della scorsa settimana.
Gli avvocati si stanno muovendo proprio in queste ore: i legali Patrizia Baccigalupi e Enrico Marzaduri (che rappresentano i fratelli Venezia: Giuliano, Eugenio e Maria Pia) hanno già depositato la loro richiesta di riesame con riserva di motivazioni in sede di udienza.
Anche gli avvocati Giancarlo e Luca Lattanzi, che assistono l’imprenditore Nicola Fontanili, hanno presentato la richiesta di riesame che fra 48 ore sarà al vaglio del tribunale collegiale di Massa che quindi entro al fine della settimana potrebbe esprimersi in proposito.
Richiesta già depositata anche dall’avvocato Giovanni Altadonna, che rappresenta l’autista Giovanni Simonelli, la moglie Luciana Chiesi e il figlio 22enne.
I legali Luca Pietrini e Cristina Cattani, che assistono l’imprenditore indiano Kapur Munish, di richieste di riesame in realtà oggi ne depositeranno due: una per Munish e una per la società di cui è amministratore, la Darmar.
Le richieste presentate dai due legali saranno entrambe presentate con riserva di esposizione di motivi di fronte ai giudici del tribunale collegiale di Massa.
Gli sviluppi dell’inchiesta. Dalla procura e dal comando provinciale della Guardia di Finanza le bocche restano cucite. Nessuna dichiarazione, e, soprattutto, nemmeno nessuna uscita ufficiale (conferenza o comunicato stampa) in agenda per i prossimi giorni. Il leit-motiv, nelle stanze della Procura, è sempre lo stesso, una sorta di consegna del silenzio e un “lasciateci lavorare”. Certo quella che ora si fa avanti è l’idea, che al momento è bene precisarlo non ha alcuna conferma ufficiale, di un’indagine destinata ad avere degli sviluppi eclatanti, che potrebbero addirittura allargare il numero degli indagati per le ipotesi di reato contestate che, ad oggi, sono di frode fiscale e riciclaggio. Il nodo, come abbiamo detto all’inizio, sarebbe proprio nelle intercettazioni ambientali, quelle che sta studiando il procuratore Rossella Soffio in queste ore.
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