Il Tirreno

Centro per bambini disabili grazie a Elsa

Sarà inaugurata l’11 ottobre a Quercia la struttura ideata dall’associazione di Manuela Bondielli

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LICCIANA NARDI. Quando si parla dell'associazione “Amici di Elsa”, sono due le parole che vengono subito in mente: amore e solidarietà.

E a veicolarle e a renderle concrete è la madre di Elsa e presidente dell'associazione, Manuela Bondielli, instancabile nella sua battaglia per garantire le cure migliori alla figlia e a sostegno dei bambini più sfortunati, quelli portatori di handicap. Manuela Bondielli, infatti, non si è mai fermata e non intende fermarsi, visto che il suo desiderio di fare qualcosa anche per i bambini disabili che non hanno più nessuno sta per diventare realtà.

«Volevo creare un ambiente protetto per loro – spiega nella sede dell'associazione a Terrarossa – e il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, mi ha fatto avere una vecchia scuola a Quercia, la cui ristrutturazione è stata finanziata dalla Regione Toscana per 100mila euro e che sarà inaugurata venerdì 11 ottobre».

Manuela Bondielli dice queste parole affiancata dall'assessore ai lavori pubblici del Comune di Aulla, Alessandro Giovannoni, e dal sindaco di Licciana Nardi, Enzo Manenti, e circondata dall'affetto dei ragazzi disabili che frequentano la sede dell'associazione a Terrarossa, dove vengono seguiti da persone esperte nella musicoterapia, nella danzaterapia, nella psicomotricità, nell'arte, nella psicologia.

Le emozioni non mancano, in particolare quando Manuela Bondielli ricorda ai presenti che la sede dell'associazione era la casa dei suoi genitori, i quali sono andati a vivere in affitto e hanno lasciato la casa alla figlia per consentirle di farla sede dell'associazione.

«Stiamo anche cercando di portare il progetto sulla disabilità nelle scuole» aggiunge Manuela Bondielli, mentre da alcuni dei genitori presenti si levano critiche per alcuni episodi occorsi ai figli disabili all'interno delle strutture scolastiche.

Infine, Manuela Bondielli annuncia che sarà anche realizzato un film sulla storia della figlia Elsa, una storia che inizia il 2 giugno 2000, quando viene alla luce nell’ospedale di Pontremoli.

Immediatamente vengono riscontrati problemi respiratori, quindi viene portata in elicottero al Gaslini di Genova. La diagnosi è negativa e i medici disperano di salvarle la vita.

La piccola Elsa, però, riesce a sopravvivere e a sette mesi scompaiono le crisi respiratorie. A 13 mesi viene evidenziata la mancanza di mielina nei neuroni del cervello e, nel frattempo, Elsa, dopo vari interventi fisioterapici, inizia a sollevare la testa e a stare seduta senza supporti.

In seguito, si evidenzia la riformazione di mielina ed iniziano una miriade di attività terapeutiche per la piccola. Oggi Elsa frequenta le scuole medie, muove qualche passo da sola ed emette alcuni suoni che si avvicinano alla parola.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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