Il Tirreno

«Tares, cittadini stangati e Comuni a secco»

Bellesi (Villafranca Libera) invita l’amministrazione a trovare contromisure per mitigare la tassa

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VILLAFRANCA. Filippo Bellesi, coordinatore dell’associazione politico culturale Villafranca Libera, in un comunicato carica a testa bassa l’arrivo della Tares.

«La nuova tassa sui rifiuti – si legge nel comunicato - è pronta a entrare in vigore anche a Villafranca e l’appello è rivolto all'amministrazione comunale. Si prospetta un vero salasso, in un quadro in cui la pressione fiscale supera ormai il 55% e senza contare il possibile aumento dell’Iva, piomba anche la Tares, che provocherà aumenti a due cifre e in alcuni casi farà schizzare gli importi anche oltre il 200%. La Tares appare iniqua, vessatoria e probabilmente incostituzionale, introdotta dal decreto Salva Italia, è formalmente comunale e dovrebbe assolvere al compito di coprire totalmente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; invece, di fatto, è una sovrattassa statale, i cittadini e le imprese pagheranno di più ma i soldi non resteranno né ai Comuni né ai gestori. La Tares accorpa due tributi: una tassa, istituita a fronte del servizio di gestione dei rifiuti urbani; un'imposta, riferita ai servizi indivisibili dei Comuni, quest'ultima è una maggiorazione della tassa sui rifiuti. In sostanza, il Governo centrale, non volendo applicare direttamente una nuova tassa, la camuffa all'interno della Tares, usando i Comuni come semplici incaricati della riscossione e senza che il territorio ne tragga benefici. Si può ritenere che la Tares violi la Costituzione. Per il calcolo, appare inidoneo e vessatorio il solo criterio dei metri quadrati di superficie calpestabile, viene cioè messo in discussione il principio di equità, per pagarla non è determinante l'effettiva produzione di rifiuti, ma basta la mera potenzialità, vale a dire l'occupazione, il possesso o la detenzione di locali e aree suscettibili di produrre rifiuti. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, lo stesso assessore al bilancio, Massimo Romiti, si è espresso aprendo a idee e consigli per mitigare il grave peso di questo ennesimo balzello. In quella direzione è il senso di questo intervento, l’applicazione miope della Tares rischia infatti di essere l’ennesima stangata che si va a sommare all’insostenibile costo del peso fiscale e di quello dell’energia. Non si può e non si deve applicare, in modo automatico: il coefficiente massimo potrebbe essere fatale per le imprese in difficoltà ma anche per i cittadini che vivono in situazioni di indigenza. Chiediamo un’applicazione virtuosa e attenta della Tares che non dovrebbe costare di più dell’attuale Tarsu attuando, contestualmente, un piano di riduzione graduale del costo complessivo dello smaltimento rifiuti. Altre proposte: stabilire l’effettiva produzione dei rifiuti, agevolare le imprese offrendo riduzioni a coloro che avviano il recupero in maniera autonomia, facilitare le attività stagionali con riduzione sulla tariffa, sgravi e dilazioni a chi certifica comprovate difficoltà di impresa e personali». (c.b.)

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