Italia
Simoncini silurato da 11 consiglieri su 21
Anche quattro membri della maggioranza firmano una mozione di sfiducia con precise e pesanti accuse al sindaco
AULLA. Il sindaco Roberto Simoncini potrebbe essere sfiduciato durante il prossimo consiglio comunale. Infatti, alle fine le fibrillazioni che agitano da mesi la maggioranza, sono esplose nel modo più clamoroso possibile, ovvero con la presentazione di una mozione di sfiducia da parte di 11 consiglieri (tutta la minoranza più cinque consiglieri di maggioranza).
Un numero, tra l'altro, sufficiente a mandare a casa anticipatamente il primo cittadino, visto che il consiglio comunale è formato da 21 membri. Una botta dalla quale sarà difficile che il sindaco possa riprendersi, anche se i margini di manovra non mancano per Simoncini, siccome una mozione di sfiducia deve essere discussa non prima di dieci giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione: la mozione è stata protocollata ieri mattina in municipio, quindi Simoncini ha almeno dieci giorni di tempo per cercare di fare rientrare la crisi, anche se il varco appare strettissimo in virtù dell'atmosfera che si respirava e si respira all'interno della maggioranza consiliare.
Ma vediamo chi sono i firmatari della mozione di sfiducia, iniziando dai consiglieri di maggioranza: la presidente del consiglio comunale, Marusca Bonini, Moreno Cargiolli, Alessandra Colombo, Carlo Magrini e Roberto Petacco. A questi si sono aggiunti i sei consiglieri di opposizione: Sandro Caponi, Walter Moretti, Matteo Lupi, Matteo Ratti, Roberta Semeria e Aldo Vivaldi.
A spiccare, per il ruolo che ricopre, quello di presidente del consiglio comunale, è sicuramente Marusca Bonini. Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto gli undici consiglieri a compiere un passo tanto pesante? Sono diverse e sono elencate nella mozione di sfiducia verso Simoncini, che assomiglia a un autentico atto d'accusa.
Eccole: «L'attitudine mostrata, da sempre, alla gestione accentratrice ed individualistica delle scelte, sottoposte al consiglio comunale non come sede propria di discussione, ma come mera presa d'atto delle stesse. Lo svilimento del ruolo e delle funzioni politiche del consiglio comunale, non più accettabile. L'incapacità politica a qualsiasi confronto sia con le opposizioni che con gli stessi consiglieri di maggioranza. La totale mancanza di visione politica dell'amministrazione comunale e del sindaco, caratterizzata dal pressoché assoluto immobilismo e dalla inadeguatezza a dare risposte ai cittadini. Nessuna significativa inversione dell'azione amministrativa neppure a seguito dell'alluvione del 25 ottobre 2011. Mancanza di un progetto realizzabile e condiviso in merito alla viabilità. Assenza di idee forti di rinnovamento nell'azione amministrativa, ma anche nella realizzazione di piccole e concrete cose quotidiane che interessano il cittadino. Perdurante stato di abbandono delle frazioni e del centro cittadino. Riunioni convocate recentemente solo per promuovere la fusione dei Comuni di Aulla e Podenzana, con una distribuzione di volantini che avrebbero dovuto essere di competenza e a spese dei comitati. Sordità alle reiterate richieste di ascolto, di condivisione e di coinvolgimento».
Un atto d'accusa veramente perentorio: appare davvero un'impresa per Simoncini, in questi giorni alle prese con il tour de force a sostegno della fusione con Podenzana, riprendere le fila di quello che resta della sua maggioranza. Nel frattempo, il consiglio comunale in programma ieri sera alle 21 è stato rinviato all'ultimo momento, a dimostrazione che le nubi sono minacciose all'orizzonte per Roberto Simoncini.(g.u.)
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