Il Tirreno

Rinominate le commissioni consiliari

Petracci esce da quella urbanistica, Pierluigi Giunta resta ma la sua presidenza è appesa al filo

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MONTIGNOSO. Tutti d’accordo, tranne che i grillini (che hanno lasciato l’aula al momento del voto) sulla ripartenza da zero delle commissioni consiliari e soprattutto sulla ri-nomina dei commissari. Tutti d’accordo, anche e soprattutto i grillini, che le commissioni debbano lavorare meglio ed essere messe in condizioni di farlo. Ed anche il sindaco Narciso Buffoni ha auspicato che dalle commissioni arrivino in consiglio comunale analisi e proposte a supporto o stimolo dell’azione amministrativa.

Le polemiche hanno riguardato soprattutto l’opposizione con frecciate tutte dirette contro il rappresentante del Movimento 5 Stelle Paolo Lenzetti, e «il modo di far politica e opposizione dei grillini». Ricordando però l’accordo che era stato raggiunto con Augusto Bondielli sulle rappresentanze prima delle sue dimissioni da consigliere M5S. Al momento del voto, Lenzetti ha abbandonato l’aula e gli altri 4 consiglieri di opposizione hanno messo nell’urna il suo nome nella commissione ambiente ma solo per motivi legali e di rispetto dello statuto. La maggioranza ha votato i suoi tre nomi di ciascuna delle quattro commissioni permenenti e la minoranza ha fatto altrettanto. Di fatto, rispetto alla precedente composizione, dalla commissione urbanistica è uscita l’assessore Eleonora Petracci e al suo posto è stato nominato Giulio Francesconi. Confermato nelle commissioni urbanistica e bilancio e tributi Pierluigi Giunta, segno che in casa Pd è stato evidentemente trovato un accordo. In quella bilancio, a far sentire le voci dell’opposizione saranno Andrea Cella e Andrea Aliboni. Le commissioni nella prima riunione utile nomineranno i presidenti (lo sarà ancora Giunta di quella urbanistica?) . E a questo proposito Franco Quiriconi (Pdl) ha chiesto formalmente alla maggioranza e al sindaco un bel gesto politico: dare almeno una presidenza all’opposizione pur mantenendo il rapporto di 3-2 per la maggioranza.

Il sindaco ha risposto che non «sarebbe certo uno scandalo» ma ha rimandato la palla ai partiti di maggioranza visto che la questione era prettamente politica.

Se la richiesta verrà accolta o meno dalla maggioranza dunque lo vedremo solo al momento del voto dei presidenti. Ma è poco probabile.

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