Il Tirreno

Micheloni: il “nero” un cancro da estirpare

Micheloni: già il sindaco ne aveva parlato più di un anno e mezzo fa... E la consigliera Staccioli: ma della revisione della 78-98 se ne parlerà a dicembre

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CARRARA. «"I cinesi arrivano con le loro valigette strapiene di soldi e comprano blocchi e persino pareti di marmo... c'è chi si arricchisce perché i cinesi pagano in contanti". Queste erano le parole del sindaco Angelo Zubbani - afferma l'ex candidato a sindaco Cesare Micheloni, attuale esponente di Fratelli d'Italia - riportate dal giornalista Mario Lancisi sul “Tirreno” il 16 marzo del 2012. Un anno e mezzo fa, dopo l'uscita di quell'articolo, presentai un esposto in Procura e alla Guardia di Finanza perché il sindaco con le sue dichiarazioni confermava l'esistenza del nero alle cave, un'evasione fiscale colossale oggi "certificata" dalle azioni della Procura di Massa, e lasciava intendere che molti imprenditori locali si fossero arricchiti proprio grazia ai "contanti" dei cinesi. A seguito del mio esposto - prosegue Micheloni - Zubbani tentò una goffa ritrattazione ma evidentemente le autorità competenti avevano già qualcosa di consistente in mano. Posso pure immaginare che Zubbani si fosse lasciato sfuggire notizie coperte dal segreto istruttorio, ma la sostanza non cambia: il nero alle cave era ed è un cancro dell'economia locale. Se venissero confermate le accuse, e se veramente l'evasione ammonta a centinaia di milioni di euro, vi saranno risvolti positivi per l'economia locale e nazionale, perché l'esportazione di marmo bianco pregiato verso India e Cina, non più favorita dal nero in contanti, subirebbe una forte contrazione, a beneficio di un mercato concorrenziale non inquinato da capitali di provenienza illecita. Di conseguenza vi sarà anche un incremento del volume di affari del settore e un aumento delle entrate fiscali locali e statali. Il mio auspicio - conclude Micheloni - è che il faro che finalmente si è acceso per far luce sul fenomeno del nero alle cave serva anche a vederci più chiaro nei meandri oscuri della politica e della burocrazia e a far partire una volta per tutte le procedure per arrivare ad approvare il regolamento comunale degli agri marmiferi, per rilasciare le concessioni con i relativi canoni e per definire l'annosa questione dei beni estimati».

In merito alle lentezze esasperanti della politica, interviene anche Marina Staccioli, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. «In questi giorni - dice - è arrivata la risposta a una mia interrogazione scritta del 23 aprile, con la quale chiedevo di sapere se e quando verrà ripreso e concluso l'iter per la proposta di legge regionale in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili. Cinque mesi per leggere in tre righe che "è in corso l'elaborazione della revisione della Legge Regionale n. 78/1998" e che "è previsto l'esame del testo da parte della Giunta Regionale entro il mese di dicembre". Se la politica lascia dei vuoti di tale portata, è lecito immaginare che in questi spazi la malavita sia riuscita ad infiltrarsi agevolmente? Non possiamo parlare di connivenze, ma qualcosa non torna e speriamo che sia la Procura di Massa a far chiarezza».

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