Il dolore
Due reparti ancora senza primario
La legge Balduzzi blocca le nuove nomine per la Medicina e l’ Emergenza urgenza
MASSA. Una macchina complessa, quella sanitaria, in cui anche il più piccolo ingranaggio - per proseguire la metafora “meccanica” - contribuisce all’efficienza e alla qualità della prestazione. Ospedale, certo, ma anche distretti e - soprattutto - personale. E due unità funzionali (i vecchi reparti) senza primario non danno certo un contributo nel segno della buona sanità. Quei primari servono - lo ammette anche la direttrice Maria Teresa De Lauretis. Senza guida sono Medicina ed Emergenza e Urgenza (il pronto soccorso). L’intenzione di assumere c’è, «ma - spiega De Lauretis - c’è anche il blocco dei concorsi imposto dal decreto Balduzzi che ha riformato la sanità».
Primari, quindi, ma non soltanto perché i temi sono tanti e finiscono all’ordine del giorno della commissione sanità, ieri mattina.
In ballo anche la ridefinizione (leggi articolo sopra) della sanità territoriale, in vista dell’ospedale unico: «Ad ottobre - annuncia la direttrice - saranno raddoppiati i posti letto delle cure intermedie». Posti riservati a chi non è in stato di salute tale da essere ospedalizzato, ma non è neppure in condizioni (anche familiari e sociali) da tornare a casa.
Passi avanti in tema di riabilitazione: 16 posti letto diventano ospedalieri alla Don Gnocchi. E non si tratta di tecnicismi: garantita una maggiore intensità. Adesso anche pazienti con patologie neurologiche importanti e, quindi, necessità di servizi ospedalieri, possono contare su Don Gnocchi.
C’è ancora da attendere, invece, per il taglio del nastro alla fondazione Pelù. Almeno dodici mesi. E ad indicare la data è la stessa De Lauretis: «Lì saranno ospitate la neuropsichiatria infantile e il centro diurno, ma per aprire servirà un altro anno.
Abbiamo rescisso il contratto con la seconda ditta incaricata di svolgere i lavori, stiamo definendo un accordo bonario, quindi dovremo delineare un nuovo bando e procedere alla nuova assegnazione». E servirà tempo.
L’Asl - a conferma della pluralità dei temi - ha invece messo mano al portafoglio e ha acquistato nuove jeep per il soccorso cave e avviato - puntualizza la direttrice - «un confronto con imprenditori e lavoratori per perfezionare il servizio».
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