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Devastato da tromba d’aria il tetto del Bagno Artiglio

Devastato da tromba d’aria il tetto del Bagno Artiglio

La pioggia entrando nella parte scoperchiata ha allagato i locali Il titolare: è stato un weekend di paura, danni per almeno diecimila euro

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CARRARA. «Eh, qua ci saranno danni per almeno 10mila euro. E forse anche di più, la stima precisa non l’abbiamo ancora fatta». Paolo Merlini, 40 anni, indica il tetto dello stabilimento balneare Artiglio di cui è titolare. Uno dei bagni storici di Marina. Domenica scorsa, mentre nella mattinata la zona della Partaccia veniva investita da una tromba d’aria che ha causato danni per circa un milione di euro, un’altra tromba d’aria si è abbattuta attornoa lle 9 sul lungomare a Marina, ma a quanto risulta ha preso in pieno un solo stabilimento balneare, l’Artiglio, causando danni ingenti. Una parte del tetto, rifatto nuovo circa 3 anni fa, in fibro cemento ecologico, è stata letteralmente sradicata dal forte mulinello di vento, e in altre parti del tetto le tegole sono state divelte e sparse qua e là. Ci sarà da risistemare una superficie di copertura di circa 80 metri quadrati, dicono Paolo Merlini e il padre Maurizio.

«I danni non li hanno avuti solo a Massa» commentano amaramente. Sotto al tetto disastrato, si è infiltrata l’acqua piovana, e col nubifragio di domenica scorsa ne è entrata tanta, allagando la zona ristoro fino al bar. Ieri mattina la mamma di Paolo Merlini, Maria Pia Giorgi, 70 anni, era intenta a spazzare via l’acqua che ancora stagnava sul pavimento, fra tavoli e sedie. «Oltre a rifare il tetto, dobbiamo controllare qua sotto, tutta la saracinesca a motore delle finestre, – dice Maurizio – non so se funziona ancora, l’impianto elettrico è andato in tilt. Come una telecamera da duemila euro per la videosorveglianza. Anche il sottotetto è da cambiare, altrimenti marcirà. Siamo assicurati, sì, ma questa non ci voleva proprio. E’ stato un weekend di paura».

I primi timori li ha avuti il padre Maurizio, che abita nella parte prospicente il viale Vespucci. «Mio padre – racconta Paolo – era in casa, ha visto volare alcuni vasi, poi, quando il vento e la burrasca si sono calmati e siamo andati a controllare il bagno, abbiamo visto cosa era successo. Un disastro». Ieri mattina erano già intervenuti alcuni operai con l’intento di cominciare a sistemare il tetto, ma la pioggia ha impedito i lavori.

«Mio suocero – racconta la signora Maria Pia – aprì questo bagno tanti anni fa. Da giovane era palombaro. Il bagno lo costruì con tanti sacrifici, e li ha poi fatti anche mio marito e ora li sta facendo nostro figlio. Gli diamo una mano, si lavora tanto, ma poi...». Allarga le braccia per mostrare i danni provocati dalla tromba d’aria.

«Si lavora onestamente, si pagano le tasse, si fanno sacrifici, e poi? E come non bastasse, con questo clima diventato tropicale non si sta più tranquilli».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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