Sicurezza
Verona, l’esordio di DWire la scommessa di Barsanti
Oltre 30 imprese massesi alla fiera Marmomacc. Per la neonata azienda di fili diamantati e per la storica industria di macchinari, una presenza “speciale”
MASSA. Ottantasei aziende apuane alla fiera del marmo di Verona conclusasi ieri (con numeri più che positivi positivi: 56mila visitatori, più 6% di presenze dall’estero). Di queste, 32 – e fra queste alcune delle più grandi, da Campolonghi a Red Graniti – sono massesi o hanno sede operativa a Massa o Montignoso, a testimonianza di come il comparto marmo sia decisivo non solo sull’economia carrarese.
Per almeno due di queste società la presenza alla 48esima Marmomacc ha avuto un significato particolare che va oltre quello usuale della promozione: si tratta della Barsanti Macchine e la (quasi) neonata DWire (Diamond Wire).
Per Barsanti Macchine la partecipazione alla vetrina veronese è stata appesa a un filo fino all’ultimo: la società, si sa, è in concordato preventivo “in bianco”, ha grosse difficoltà finanziarie ed è alle prese con una drastica (e dolorosa) ristrutturazione che prevede la riduzione del personale da 96 a 38 dipendenti.
Soltanto l’arrivo di una cordata di imprenditori e la creazione di una New.co ha consentito il salvataggio dell’azienda e l’allestimento dello stand a Verona (dove Barsanti è una presenza “storica”). Ma della cordata non fa più parte l’investitore libanese indicato in un primo momento: Talal Sheick. L’imprenditore si sarebbe sfilato all’ultimo momento, ma i capitali sono ugualmente arrivati. Della cordata fanno parte Agostino Melani, già vicepresidente di Finmeccanica (che è amministratore delegato della nuova società), la stessa famiglia Barsanti. Insomma, una speranza di rilancio per questa azienda leader nel campo dei macchinari per il marmo.
Per DWire, invece, si è trattato di un debutto sul palcoscenico di Marmomacc. La società è una joint venture fra Alptech – la società dell’ingegner Alessandra Pucci, figlia dell’ex sindaco Roberto Pucci, che controlla il 50% delle quote Prometec – il gruppo Nicolai Diamant dei carraresi Primo e Franco Nicolai e la Mgi, colosso del lapideo appartenente alla famiglia araba Bin Laden (nessun legame con Osama). La società nata lo scorso anno sta creando un polo produttiva che vede come prodotto centrale il filo diamantato per le multifilo, le macchine per la lavorazione delle pietre di ultima generazione che si apprestano a sostituire i telai in tutto il mondo. Ed è infatti tutto il mondo, e non solo l’Arabia Saudita, il mercato a cui D.Wire punta, certa di poter offrire un prodotto competitivo, grazie all’esperienza presente all’interno del suo azionariato.
Una doppia sfida, insomma, che parte da Verona per fare crescere l’imprenditoria locale.(c.f.)
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