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Soldi ai Comuni uniti, dubbi del M5S

Soldi ai Comuni uniti, dubbi del M5S

Scontro in sala tra l’assessore regionale Bugli e il referente aullese Matarese: in ballo 250mila euro annui per cinque anni

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AULLA. «La Regione Toscana prevede di dare 250mila euro l'anno per cinque anni ai Comuni che si fondono e proporrò che questi soldi siano dati subito, ovvero già dal 2014».

Questo il passaggio saliente dell'intervento dell'assessore regionale alle riforme, Vittorio Bugli, ieri presente all'iniziativa organizzata in sala consiliare sul tema fusione dei Comuni di Aulla e Podenzana, progetto sul quale i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi, attraverso un referendum consultivo, il 6 e il 7 ottobre.

E sulla questione dei soldi, l'assessore regionale ingaggiava un breve scontro verbale con Martino Matarese, rappresentante aullese del Movimento 5 Stelle Lunigiana, il quale sollevava perplessità sul fatto che questo denaro sarà messo realmente a disposizione.

Su questo, però, Bugli rassicurava una sala piena soltanto per metà, affiancato dai sindaci di Aulla, Roberto Simoncini, e di Podenzana, Riccardo Varese.

Il primo cittadino aullese puntava sui benefici economici della fusione, con il ventilato arrivo di 9,5 milioni di euro nell'arco di dieci anni e la possibilità di sforare il patto di stabilità per tre anni, mentre il sindaco di Podenzana si scagliava contro «le falsità dette da chi è contrario alla fusione. Non c'è ragione per dire no – proseguiva Varese – e se le fusioni fossero state fatte anni fa, ora avremmo un ospeadale unico qui».

Varese concludeva, poi, il suo intervento con una battuta rivolta a Simoncini: «E poi con la fusione verremo giù noi da Podenzana a insegnarvi come si amministra...”.

Ricordiamo che nel corso dell'ultimo anno diverse sono state le richieste di fusione arrivate in Regione Toscana: quasi sempre da parte dei consigli comunali, in un paio di casi da comitati spontanei.

Il 6 e il 7 ottobre prossimi, assieme ad Aulla e Podenzana, saranno così chiamati alle urne, per dire la loro, anche i cittadini di altri 17 Comuni: si svolgeranno, infatti, referendum consultivi anche a Borgo a Mozzano e Pescaglia, a Pratovecchio e Stia, a Capannoli, Palaia e Peccioli, a Crespina e Lorenzana, a Villafranca e Bagnone, a Casciana Terme e Lari, a Campiglia Marittima e Suvereto, a San Piero a Sieve e Scarperia.

Sei referendum, nel frattempo, ci sono già stati. Quattro volte hanno vinto i sì: è il caso di Fabbriche di Vallico e Vergemoli, di Figline Valdarno e Incisa Valdarno, di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò, di Castel San Niccolò e Montemignanio. Hanno prevalso, invece, i no in Casentino e all'isola d'Elba, dove la fusione riguardava ben più di due Comuni.

Gianluca Uberti

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