Il dolore
Le imprese carraresi recuperano clienti
Fra gli stand si sono rivisti cinesi, indonesiani, vietnamiti Tonini: dalla Russia maxi commessa per Marmi Carrara
INVIATA A VERONA. L'inchiesta sul nero alle cave che sta scuotendo, a Carrara, il mondo delle cave è arrivata fino a Verona. Ma, come sottolineano gli operatori del lapideo nostrani, impegnati a mostrare i muscoli nella grande vetrina veneta, è rimasta fuori dai cancelli. Se ne parla, questo sì, nei padiglioni dove la presenza carrarese è più nutrita, ma il lavoro va avanti. E soprattutto in questo momento, in cui il settore prova faticosamente a uscire dal tunnel , il linguaggio che più si parla, a Verona è quello degli affari, delle commesse, dei contatti e dei maxi progetti. Sì perché, e questa è un po' la novità e il segnale positivo di questo appuntamento internazionale che oggi chiuderà i battenti, fra gli stand, soprattutto quelli carraresi, si sono rivisti i clienti che non si vedevano da tempo: i cinesi, gli indonesiani, i vietnamiti. Ma anche paesi come Brasile, Cile e Venezuela hanno fatto sentire la loro voce. Insomma un movimento che conferma i buoni auspici della vigilia della fiera Marmomacc.
Per Giancarlo Tonini, che parla dallo stand di Marmi Carrara che celebra il bardiglio nuvolato con tavoli e banconi super fotografati, Verona è stata soprattutto la fiera «del lastrame e dei lavorati». Ma anche delle grandi commesse per una Marmi Carrara che punta tutto sul bianco e sui materiali locali. «C'è stata davvero una grande richiesta di bianco e di bardiglio - spiega Tonini - è proprio con il nostro marmo di Carrara che stiamo curando il rivestimento di un grande palazzo residenziale in Cile. Si tratta di un lavoro di prestigio e molto grosso, in un paese che mancava da tempo nel nostro carnet di commesse». E la Marmi Carrara ha anche altri progetti prestigiosi all'attivo. «Qui a Verona abbiamo avuto la conferma di una commessa per i rivestimenti di palazzi governativi nelle ex repubbliche sovietiche, un lavoro a cui stavano dietro concorrenti da tutte le parti del mondo e che siamo orgogliosi di essere riusciti ad ottenere. Grazie proprio alla qualità e all'appeal del nostro materiale». Per le aziende di Carrara la fiera si dimostra, ancora una volta, un momento importante anche per la conferma o la richiesta di lavoro che darà ossigeno al settore anche per i prossimi mesi. Per la Marmi Carrara il bilancio è quindi positivo. E Tonini, solo alla fine della sua breve intervista, si lasica andare ad un commento su quanto sta succedendo a Carrara, con riferimento all'inchiesta sul nero alle cave. «Ho il massimo rispetto del lavoro della Procura che credo sia sacro - si limita a dichiarare - ma credo che qui ci sia tanta gente che ha voglia di lavorare, e di tenere alto il nome di Carrara. La parola d'ordine deve essere una sola: lavoro, lavoro, lavoro». E, proprio parlando del futuro del settore marmo Tonini, nel ruolo di delegato nazionale del lapideo per Confindustria, annuncia un impegno importante che riguarda, da molto vicino la realtà carrarese. «La linea che stiamo seguendo è quella di una sinergia con le rappresentanze sindacali, i tempi degli scontri sono finiti adesso quello che preme a tutti e che il settore si risollevi e che continui a creare occupazione - spiega - per questo abbiamo già contattato il sottosegretario allo Sviluppo economico con l'obiettivo di andare a Roma, con un documento condiviso, a chiedere meno tasse sul lavoro e sulle fonti energetiche e incentivi per chi assume. In questo modo anche a livello locale si potrebbe davvero dare la spinta alla filiera e fare in modo che dal marmo si ricreino posti di lavoro». Insomma un impegno forte e preciso quello che l’industriale carrarese annuncia di voler portare fino a Roma: «Ai tavoli che contano. E ci devono ascolare".
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
