La manifestazione
Indagine chiusa entro la fine dell’anno
La Guardia di finanza consulta le ultime carte. Il gup intanto deve valutare le accuse di falso in bilancio per i tre arrestati
MASSA. L’inchiesta sul buco dell’Asl di Massa-Carrara comincia a vedere i primi frutti. Giovedì la corte dei conti ha accolto in parte la richiesta del vice procuratore generale Acheropita Mondera Oranges, condannando l’ex direttore amministrativo a risarcire all’azienda sanitaria 1.665.493 euro. A questa somma, in caso di condanna penale definitiva, potrebbero aggiungersi duecentomila euro per il danno di immagine subito dall’Asl. Ma questo è soltanto il primo di una serie di passi che l’indagine - coordinata dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto Alberto Dello Iacono e condotta dalla guardia di finanza - attende.
Le fasi dell’inchiesta. Sono due le fasi dell’indagine sul buco dell’Azienda sanitaria apuana. La prima è quella che ha fatto più clamore: il 23 maggio 2012 furono eseguite tre misure di custodia cautelare. In carcere finì Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo della Asl 1. Vito Antonio Delvino, ex direttore generale della Asl, e Alessandro Scarafuggi, ex dg della stessa azienda dal 2002 al 2007 invece finirono agli arresti domiciliari. Denunciate altre 11 persone per falso e concorso in peculato: tutti imprenditori della Lunigiana che, secondo l’accusa avevano agevolato l’ex direttore amministrativo della Asl 1 Ermanno Giannetti nella sua condotta illecita ai danni dell’azienda. Per Delvino e Scarafuggi l'accusa è di falso in atto pubblico, mentre a Giannetti veniva contestato anche il peculato.
Il governatore indagato. La seconda fase invece è scattata alla fine di novembre dello scorso anno, quando il presidente della Regione Enrico Rossi annunciò di essere stato iscritto nel registro del indagati dalla procura di Massa-Carrara in base alle accuse di Giannetti. L’accusa mossa nei confronti del governatore è di falso ideologico. Agli inquirenti l’ex direttore aveva detto di aver subito delle pressioni dal presidente della Regione, quando era ancora assessore alla sanità, per ridurre la spesa allo scopo di occultare il disavanzo dei conti dell’Asl. Nel registro degli indagati ci sono finiti anche Carla Donati, all'epoca direttore del settore sanitario dell'Asl di Massa, e Niccolò Persiani, consulente Asl per la gestione dei nuovi bilanci. Rossi , interrogato in procura per circa nove ore, aveva respinto ogni addebito.
Giannetti condannato. Sempre a novembre era arrivata la prima condanna relativa al primo filone d’indagine. Il gup del tribunale di Massa-Carrara ha inflitto una pena di 5 anni e 6 mesi, col rito abbreviato, a Giannetti. L’ex direttore amministrativo ha scelto il rito abbreviato solo per l’accusa di peculato, mentre per l’altra accusa di falso in bilancio, che gli è contestata per gli anni 2004 e 2005 insieme agli ex direttori generali della stessa Asl di Massa Carrara, Alessandro Scarafuggi (in carica dal 2002 al 2007) ed Antonio Delvino (2007-2010), Giannetti, in carica dal 2007 al 2010, ha scelto il rito ordinario, sostenendo la sua innocenza. E per questo reato si trova in udienza preliminare insieme a Delvino e Scarafuggi. I legali degli indagati hanno chiesto la trascrizione delle intercettazioni e quindi è stato nominato un perito. Ci vorrà qualche mese prima di capire se i tre saranno rinviati a giudizio oppure prosciolti.
Secondo filone. La seconda fase dell’inchiesta sul buco dell’Asl apuana è ancora in corso ed è completamente in mano alla guardia di finanza. Le fiamme gialle del generale di brigata Giuseppe Autuori, comandante provinciale, stanno ancora visionando una quantità impressionante di documenti che hanno sequestrato in alcuni uffici della Regione Toscana. Un blitz avvenuto dopo gli interrogatori del governatore e Rossi e della Donati. Ci vorranno almeno altri due mesi per chiudere l’inchiesta, poi tutto sarà in mano a Giubilaro e Dello Iacono per le conclusioni.
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