Sicurezza
«Gli affari iniziano e si concludono a Carrara»
Lo dicono gli imprenditori apuani, pronti a portarsi a casa un grosso ordine dalla Turchia
VERONSA. «La verità è che la fiera di Verona, in realtà comincia a Carrara: nella settimana prima della kermesse noi delle grandi aziende lavoriamo tantissimo. E anche dopo». Lo dichiarano alcuni importanti rappresentanti del lapideo: Bernarda Franchi della Franchi Umberto Marmi, Patrick Biava, della Lucchetti marmi e Vincenzo Mazzucchelli della F.lli Mazzucchelli. E quello che esce, qui fra gli stand apuani è che insomma a Verona sì partecipa, ma portandosi poi il lavoro a casa e, è proprio il caso di dirlo, preparandosi il terreno da prima. «Ogni anno succede così - spiega la Franchi - dal 10 settembre in poi sono giorni frenetici, i clienti vengono ed è a Carrara che scelgono i materiali per i loro progetti. Poi vengono anche a Verona ma dopo tornano a Carrara, per concludere». La fiera diventa quindi, come sottolineano anche altri addetti ai lavori, un momento di confronto e una vetrina di prestigio ma Carrara resta una tappa fondamentale nel crocevia del marmo e del suo business. «Questa fiera è molto importante anche per il design - continua Bernarda Franchi - E noi qui, in collaborazione con la Vetreria artigiana, abbiamo presentato i nostri tavoli e un'idea del marmo sempre più minimalista, leggera e adatta alle esigenze della contemporaneità». Una cifra stilistica molto azzeccata visto che, anche in fiera, c'è letteralmente la coda per farsi una foto ricordo accanto alle vasche e ai vasi by Franchi. E intanto, per quel che riguarda l'appeal di Carrara, nonostante, o meglio come preview della fiera di Verona, arriva anche da Patrick Biava, della Lucchetti marmi. «Agli inizi di settembre si lavora moltissimo - spiega - noi soprattutto con i nostri materiali di riferimento che restano quelli americani. I clienti vengono in azienda e poi magari li ritroviamo a Verona. Ma il grosso degli affari viene concluso a Carrara». La pensa allo stesso modo Vincenzo Mazzucchelli: «E’ difficile che le commesse si concretizzino a Verona, qui si incontrano architetti ma ci sono anche tanti addetti ai lavori che vengono semplicemente a farsi un'idea. Una cosa è certa: quest'anno c'è stata parecchia gente, anche da mercati come quello svedese che non si vedevano da tempo». Ma se è vero che le maxi commesse sembrano avere come scenario il chiuso degli uffici carraresi, è proprio qui a Verona che circolano gli architetti per un maxi progetto, ancora da assegnare: un palazzo governativo in Turchia dove dovrebbero finire 25mila metri quadri di bianco. Solo per una parte. Una commessa che fa tenere occhi e orecchie ben aperte agli industriali apuani.(a.v.)
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