Il Tirreno

Debiti fuori bilancio: per il Comune salasso di oltre 400mila euro

Debiti fuori bilancio: per il Comune salasso di oltre 400mila euro

152mila euro per gli espropri a San Cristoforo del 2000 255mila per le parcelle degli architetti Nocchi e Di Rosa

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MASSA. Da una parte tagli, risparmi, riduzioni per far tornare i conti.Dall’altra debiti provenienti dal passato (a volte remoto) che lievitano e che arrivano all’incasso “sostenuti” da sentenze giudiziarie. Così l’amministrazione si ritrova in questi periodi di bilanci ridotti all’osso a pagare debiti fuori bilancio piuttosto onerosi. Più di 400mila euro è il conto che le casse comunali dovranno pagare complessivamente.

152mila euro saranno sborsati a titolo di indennità di espropriazione a favore di Giuliana Tazzini, Tommaso Luigi Villano e Andrea Antonio Villano proprietari di terreni in via Romana, nella zona di S. Cristoforo che, nel 2000 vennero espropriati dal Comune per costruirvi, cioè un parcheggio. I tre proprietari contestarono la valutazione del valore dei terreni e la conseguente determinazione del prezzo di esproprio fatta dal Comune. Ne nacque una lite legale, conclusa lo scorso febbraio con la sentenza della Corte di appello di Genova che ha fissato in 152.577 euro (di cui 24mila per interessi legali e 18mila per spese di giudizio) l’indennità da versare ai tre ricorrenti. Il debito fuori bilancio è stato approvato del consiglio comunale nella seduta del 12 scorso, con l’astensione dei 5 Stelle.

Ancora più oneroso (e per certi versi clamoroso) il debito riconosciuto agli architetti Remo Nocchi ed Egidio Di Rosa. I due professionisti, nel corso degli anni 80 produssero per conto del Comune alcuni progetti di edilizia pubblica. Nel 1986 presentano la parcella che viene liquidata soltanto nel 1989. I due architetti protestano, chiedono che vengano loro riconosciuti gli interessi per il ritardato pagamento. Si tratta di una cifra inferiore ai 100milioni di lire (50mila euro attuali) che l’amministrazione civica ritiene di non dover pagare. E il tribunale di Massa, in primo grado, dà ragione ai legali del Comune, respingendo le richieste degli architetti. I quali, tuttavia, non mollano e fanno ricorso alla Corte di Appello. E Genova nel dicembre 2012 – 22 anni dopo l’inizio della lite – accoglie il ricorso e condanna il Comune a pagare 255mila euro ai due architetti: cinque volte la richiesta originaria. Anche questo debito fuori bilancio è stato approvato (nella seduta di giovedì scorso) dal consiglio comunale: all’unanimità.

I debiti si pagano, hanno riconosciuto maggioranza e opposizione. Ma se ci avessero pensato prima...

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