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Corte dei conti, Giannetti non ricorre

Corte dei conti, Giannetti non ricorre

L’avvocato Perfetti: «Nulla da obiettare». L’europarlamentare Morganti all’attacco di Rossi

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MASSA. Dopo la decisione della Corte dei Conti che ha condannato Ermanno Giannetti a pagare un milione e 665mi1a e 493,65 euro di risarcimento per il danno causato all'Asl di Massa Carrara, Claudio Morganti, europarlamentare indipendente dell'Eld, chiede «che si faccia piena luce anche sulle responsabilità che possano avere anche altre persone. È giusto - afferma in una nota - che chi ha sbagliato paghi, ma è altrettanto giusto che paghino anche altri. Non vorrei - prosegue - che l'ex direttore amministrativo fosse unico a pagare per tutti. Ricordo che un milione chiesto a Giannetti è solo una minima parte dei 420 milioni di euro del buco dell'Asl1».

Poi, Morganti manda anche una stoccata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. «Il presidente, a cui tanto piace scrivere su Facebook solo le notizie positive - afferma -, dovrebbe iniziare a scrivere dove siano finiti i soldi. D'altra parte, ai tempi l'attuale governatore ricopriva l'incarico di assessore alla sanità in toscana e, quindi, è la persona più informata ed indicata per chiarire dove siano finiti i restanti soldi del buco. Ai toscani - termina - resta difficile pensare che l'assessore di riferimento alla sanità potesse non sapere in merito ad una vicenda che ha creato negli anni un buco spropositato e che sta mettendo in ulteriore difficoltà l'intera sanità toscana».

Giannetti intanto rimane ai domiciliari - è uscito dal carcere a giugno, dopo più di un anno - e attraverso i suoi legali fa sapere che non si appellerà alla sentenza della corte dei conti. Anche perché lui il peculato lo ha confessato (con conseguente condanna col rito abbreviato), mentre si difende dall’accusa di falso in bilancio. Il suo avvocato Franco Perfetti lo ha sentito un paio di giorni fa: «Sta bene - spiega -, si è ripreso dalla detenzione in carcere e si è rimesso a studiare. Per ora non chiediamo la libertà, ma lo faremo. Per quanto riguarda la sentenza della corte dei conti la rispetteremo. Certo bisogna trovarli quei soldi. Non appena potrà tornare a lavorare valuteremo». Nel frattempo l’ex direttore amministrativo studia e legge, soprattutto le carte del procedimento - attualmente al gup - che lo vede imputato con l’accusa di falso in bilancio. Accusa che ha sempre respinto.

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