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Ufficiale, è indagato anche l’autista dei big

Ufficiale, è indagato anche l’autista dei big

Spunta un altro nome dalla blindatissima operazione “nero alle cave” Intanto oggi si riuniscono gli avvocati, presto i primi interrogatori

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CARRARA. C’è un altro nome, certo, dei nove scritti sul registro degli indagati nell’ambito della maxi inchiesta sul nero alla cave. Come avevamo anticipato nel mirino della Procura, e delle Fiamme Gialle, nella vicenda è stato coinvolto anche un autista, non di camion, ma delle auto che avrebbero poi accompagnato i clienti nelle ditte, quasi sempre andandoli a prelevare direttamente all’aeroporto di Pisa e negli hotel a cinque stelle della Versilia dove alloggiavano durante la loro permanenza per acquistare il materiale a Carrara.

Indagato l’autista: portava i compratori nelle aziende. Fra gli indagati c’è anche Giovanni Simonelli: sarebbe stato lui, in parecchie occasioni, ad accompagnare i compratori nelle aziende del lapideo in cui venivano comprate le partite di blocchi che poi, secondo quanto contestato nelle ipotesi accusatorie, venivano importate in India con un prezzo in fattura ribassato (fino a tre volte) rispetto al valore reale. Il resto dei soldi veniva versato in euro, o girato su conti all’estero. I blocchi, intanto, avevano il vantaggio di pagare tasse doganali notevolmente ribassate, calcolate appunto sul valore delle fatture.

Tutta da chiarire la posizione dell’autista che, da quel che trapela, avrebbe una posizione marginale rispetto agli altri indagati. Ma anche a lui sarebbero stati requisiti documenti, agende e anche un telefonino.

Il legale dell’indiano: nessuna dichiarazione, fateci studiare gli atti. Intanto per quel che riguarda l’altro indagato il cui nome è già stato reso noto, l’industriale indiano Kapur Munisch, il suo legale Luca Pietrini (che lo assiste insieme all’avvocato Cristina Cattani) per il momento non rilascia alcuna dichiarazione. «È prematuro parlare - si limita a dichiarare l’avvocato Pietrini - stiamo studiando gli atti».

La pm esamina la documentazione. È lo stesso refrain che arriva dalle stanze della Procura: la dottoressa Rossella Soffio proprio ieri mattina ha cominciato un esame approfondito della documentazione finita al centro dell’indagine. Impossibile essere ricevuti, tanta anticamera anche per gli avvocati: in questo momento l’inchiesta sulel cave è in una fase delicatissima e richiede, al sostituto procuratore titolare dell’indagine, davvero un superlavoro.

Oggi il summit degli avvocati difensori. L’operazione “nero alle cave” entra sempre più nel vivo. E dal fronte legale non è stata ancora avanzata alcuna richiesta di dissequestro per il materiale requisito dalla Guardia di Finanza durante le perquisizioni di lunedì.

Gli avvocati dei nove indagati dovrebbero riunirsi proprio nelle prossime ore per fare il punto della situazione. I decreti emessi dalla Procura della repubblica sono stati fatti “ad personam”: e per avere una visione d’insieme della vicenda i legali avrebbero deciso di fare un summit, naturalmente blindatissimo, anche al fine di muoversi poi, tutti insieme nelle richieste di dissequestro e alle luce dei prossimi e primi interrogatori.

Ma il confronto fra gli avvocati che hanno avuto i mandati dagli industriali coinvolti nella vicenda, sono anche per il fatto che, poco a poco, si stanno allentando le maglie della riservatezza fatta calare attorno alla vicenda e quindi giorno dopo giorno i nomi stanno venendo fuori: meglio quindi, pare che questo sia uno dei punti all’ordine del giorno della riunione dei legali, avere una linea difensiva pronta.

E dopo il comunicato stampa ufficiale che ha annunciato le perquisizioni nelle 8 aziende di marmo coinvolte nell’inchiesta e, in sostanza, la maxi operazione sul commercio di blocchi pregiati in India e Cina, il silenzio cala anche sui nomi dei professionisti che assistono in questa prima e delicatissima fase dell’indagine gli industriali del marmo coinvolti. Oltre a (pochi) professionisti locali sarebbero stati scomodati grandi nomi e grossi studi da Genova, da Viareggio e da Milano. Insomma un pool di avvocati illustri per un’indagine che ha scosso il mondo del lapideo. E che, come avvertono dalla Procura, è destinata ad allargarsi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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