Sicurezza
Parlano gli esperti: «Ecco chi può uscire»
Tra i requisiti richiesti l’aver scontato una buona parte della pena e la voglia di mettersi in gioco
MASSA. La segnalazione delle persone in stato di detenzione presso la casa di reclusione di Massa da coinvolgere nel progetto è stata effettuata a cura di un’equipe di osservazione e trattamento dell’istituto penitenziario, successivamente, i nominativi sono sottoposti al direttore per l’ammissione alla misura del lavoro all’esterno (ex articolo 21). I primi quattordici nominativi sono usciti da una rosa di venti. Tutte persone che avevano già scontato una parte della pena e che avevano una serie di requisiti - l’età tra i 40 e 50 anni per esempio - in regola. Il direttore Maria Martone a sua volta ha coinvolto il magistrato di sorveglianza Michela Mencattini per l’approvazione.
Ecco cosa dice la legge: «I detenuti e gli internati di norma possono essere assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito, tenendo conto anche delle loro specifiche professionalità e attitudini lavorative, nell’esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività da svolgere presso lo stato, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, le unioni di comuni, le aziende sanitarie locali o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. I detenuti e gli internati possono essere inoltre assegnati a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito a sostegno delle famiglie delle vittime dei reati da loro commessi».
E ancora: «L’attività è in ogni caso svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dei detenuti e degli internati. Sono esclusi dalle previsioni del presente comma i detenuti e gli internati per il delitto di cui all’articolo 416bis del codice penale e per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero alfine di agevolare l’attività delle associazioni in esso previste».
La segnalazione delle persone in stato di esecuzione penale esterna da coinvolgere nel progetto, invece, è stata effettuata a cura delle assistenti sociali dell’Uepe ed approvata dal magistrato di sorveglianza di Massa.
Ogni persona designata, secondo la procedura indicata dalla legge, sottoscrive un patto trattamentale per svolgere le attività previste dal progetto.
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