Il Tirreno

Il caso

«Il Fenicottero rosa ha la licenza»

I gestori: «Chiusura dovuta ad un errato accatastamento dei locali»

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MASSA. «Il Fenicottero Rosa non ha chiuso perché il gestore, ovvero il sottoscritto, non era in possesso della licenza di somministrazione cibi e bevande ma perché da un controllo del Comune è emerso che i locali da noi presi in affitto non era accatastati come commerciali». Luciano Mosti, imprenditore e legale rappresentante della società che gestiva il locale di via Carducci 176 mette i cosiddetti puntini sulle i e precisa dunque di essere in possesso («l'ho presa nel 1992») della licenza commerciale di sommistrazione di cibi e bevande e di non essere un abusivo in tal senso.

Ma l'ordinanza del Comune? «Di abusivo non c'è l'attività della pizzeria ma il fatto che i locali dove noi ci eravamo trasferiti da più di un anno, e con un certo successo debbo anche aggiungere con una punta rammarico, non erano accatastati come commerciali dalla proprietà. Di qui l'ordinanza di chiusura. E ora? Stiamo cercando un'altra sede per lavorare. Questa vicenda francamente ci ha colpito duramente. Siamo da più di trent'anni sul mercato, abbiamo la nostra clientela e questa faccenda ci ha danneggiato pesantemente. Cercheremo di venirne fuori. Ma proprio per rispetto alla clientela e a chi ci conosce dobbiamo ribadire con forza che la licenza di somministrazione di cibi e bevande l'abbiamo sempre avuta, i titoli per fare ristorazione li abbiamo sempre avuti dunque. La chiusura è dovuta ad altre questioni amministrative che non riguardano noi gestori ma il proprietario dell'immobile. Noi ne subiamo però le conseguenze».

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