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Cavatori-attori, conto alla rovescia

Cavatori-attori, conto alla rovescia

Il regista dei “Dieci comandamenti, film d’arte e di libertà”: «Franco Barattini? Farei un film solo su di lui...»

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CARRARA. Conto alla rovescia per il primo ciak de “I dieci comandamenti, film d’arte e di libertà” il docufilm prodotto da “Pardes edizioni”, che verrà girato nei primi giorni di ottobre nella Cava Michelangelo.

Alla vigilia dell’inizio delle riprese, il regista Mauro Camattari racconta la genesi della pellicola: «Si tratta del secondo capitolo di una collana, iniziata con “Credo”, che vuole rivisitare con linguaggi contemporanei i temi religiosi. Il nostro intento è raccontare in chiave moderna le storie narrate nella Bibbia. Ogni tempo ha i suoi linguaggi e quindi noi usiamo il linguaggio delle arti con i costumi, i suoni e i colori di oggi».

I protagonisti del film-documentario saranno i cavatori che, nel loro ambiente di lavoro, indossando i consueti indumenti da lavoro, verranno immortalati nella pellicola.

Tra loro anche Franco Barattini, il titolare della Cava Michelangelo: «Ho conosciuto Franco Barattini una settimana fa e mi sono innamorato del suo personaggio. Anche solo guardandolo in faccia, racconta del suo territorio, farei un film solo su di lui», ammette Camattari, spiegando che in perfetto stile “pasoliniano”, questi attori improvvisati non saranno chiamati a recitare, ma piuttosto a compiere le azioni indicate dal regista in modo spontaneo, seguendo un “copione emozionale”.

I cavatori avranno un ruolo importante e compariranno in quasi tutte le scene, mentre Barattini sarà protagonista di una delle scene più importanti e di un’appendice: «Non vi voglio dire quale, ma Franco avrà un ruolo speciale. Inoltre, in appendice al documentario, avrà uno spazio per raccontare la storia di questo straordinario territorio» aggiunge il regista.

Ma come si sente dunque il navigato “cavatore” alla vigilia di questa nuova avventura? «Veramente non so ancora cosa mi faranno fare» risponde, con la schiettezza che lo contraddistingue Franco Barattini. «Emozionato? No, non direi, abbiamo già girato altre volte, abbiamo fatto tante cose e ormai sono quasi abituato”, spiega il patron della Cava Michelangelo. Quanto poi all’appendice del documentario, quella in cui sarà chiamato a ripercorrere la storia delle cave, Barattini ha le idee già chiare: «Racconterò gli ultimi 60 anni in cava, da quando avevo 12 anni a oggi che ne ho 72. Le cave hanno sorprese tutti i giorni, sono generose ma anche bizzarre. Io lo dico sempre, sono come le donne, perché ti danno più dolori che gioie» aggiunge, con ironia, l’imprenditore. Le riprese de “I dieci comandamenti” inizieranno tra una settimana, a pochi giorni dall’avvio della cosiddetta operazione “Nero alle cave”: una strana coincidenza per cui le cave diventano, allo stesso tempo, set di un film dedicato alle leggi di Dio e teatro di un’indagine per frode fiscale.

«Spero di poter comunque girare in un clima sereno per far conoscere a tutti il lato bello di questo mondo» ha commentato il regista.

Più pungenti le parole di Franco Barattini. «I dieci comandamenti dicono anche non desiderare la donna d’altri, ma sappiamo che non sempre questa legge viene rispettata… Se il mondo stesse dietro davvero ai 10 comandamenti, andrebbe tutto troppo bene».

(c.ch.)

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