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«Bresci non si tocca e una strada per il Pipa Andrei»

«Bresci non si tocca e una strada per il Pipa Andrei»

CARRARA. «L'intenzione del sindaco di Prato e dell'associazione Nastro azzurro, cioè cambiare il nome a via Gaetano Bresci, ci trova del tutto contrari per più di un motivo. Ci sembra decisamente...

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CARRARA. «L'intenzione del sindaco di Prato e dell'associazione Nastro azzurro, cioè cambiare il nome a via Gaetano Bresci, ci trova del tutto contrari per più di un motivo. Ci sembra decisamente meschina e deplorevole. La storia non si può cancellare»: lo sottolineano Giorgio Lindi, Leandro Biselli, Ferdinando Sanguinetti e Alfredo Mazzucchelli, dell’Anpi e della Fiap. «Quando gli Orleans, dopo Waterloo, occuparono il trono di Francia, tentarono di cancellare il passato rivoluzionario e napoleonico, provvedendo ad eliminare monumenti, nomi di strade e piazze, e persino opere pubbliche utili, ma costruite durante l'impero, che ricordassero quei periodi. La storia ha poi ristabilito i diversi valori in gioco e oggi degli Orleans non parla più nessuno (se non gli storici di professione) mentre la rivoluzione dell'89 e la figura di Napoleone continuano ad essere noti anche a livello popolare. Gaetano Bresci, contribuì con il regicidio, non solo a rivendicare la memoria e il diritto alla giustizia per i tanti assassinati dal re e dai suoi servi, ma a distruggere definitivamente il mito del "re buono" con cui si è tentato invano di tramandare la memoria di Umberto I. A Carrara, a Gaetano Bresci, si è invece dedicato, dopo tante discussioni, denunce e processi, un monumento, grazie all'impegno e alla determinazione di Ugo Mazzucchelli. Questo ci fa anche riflettere sul fatto che in città ci sono strade e piazze dedicate ad alcuni protagonisti della resistenza, da Aldo Petacchi al Memo, da Ugo Mazzucchelli ai Fratelli Rosselli, ma nessuno ha ancora pensato a dedicarne una alla memoria di Carlo Andrei (il Pipa, partigiano e primo sindaco di Carrara dopo la Liberazione, designato all'unanimità dal Cln e imposto agli alleati)».

«Per questo - concludono i firmatari - ci rivolgiamo al sindaco Angelo Zubbani e al Presidente del Consiglio comunale, Luca Ragoni, perché, per non dimenticare, neanche noi, la storia, si renda merito a chi, come Carlo Andrei, la storia l'ha fatta in difesa della democrazia, della libertà e della giustizia sociale», concludono il loro intervento.

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