Il Tirreno

Biomasse, sì del Comune no della gente

Biomasse, sì del Comune no della gente

Nell’affollato consiglio comunale sul progetto di Novoleto il pubblico espime dissenso e «vota» con la minoranza

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PONTREMOLI. Quasi tutta la città è contraria alla realizzazione della centrale a biomasse nell’area di Novoleto da parte dell’azienda Renovo. Solo l’amministrazione comunale (o parte di essa) è favorevole, dato che ha votato un ordine del giorno in cui esprime pieno appoggio al progetto già autorizzato dalla Provincia. Però, integrando la convenzione stipulata con la Renovo, è stato specificato chiaramente che nell’impianto non potrà essere bruciato alcun tipo di rifiuto, ma solo la tipologia di legname previsto dall’autorizzazione e che l’impianto potrà essere attivato solo con la realizzazione contestuale della fabbrica di pellet, per non disperdere il calore prodotto; per questo verrà costruito in città un rivelatore che monitori costantemente lo stato di inquinamento dell’aria.

Contestazione plateale. Questo l’atto platealmente contestato dalla popolazione che in pratica ha chiuso il consiglio comunale aperto svoltosi mercoledì sera alle stanze del Teatro della Rosa: spazio assolutamente insufficiente a contenere tutta la gente accorsa che si chiede come mai non sia stata data la disponibilità del teatro stesso. Alla seduta hanno partecipato tanti cittadini che hanno manifestato con rabbia, passione, paura e impegno la loro piena contrarietà al progetto delle biomasse. E con la deposizione sul tavolo della presidenza di una raccolta di 1.327 firme di contrari all’impianto.

Dibattito. Prima di giungere al documento presentato dal capogruppo di maggioranza, Jacopo Ferri, c’è stato quindi un lungo dibattito in cui, opposizione e cittadinanza, hanno spesso messo alle strette l’amministrazione con domande incalzanti. In particolare sono stati gli aspetti sulla salute e sulla compatibilità del progetto con il territorio, i punti cardini su cui sono ruotati gli interventi di politici e cittadini. Tre aspetti evidenziati dal capogruppo del Pd, Paolo Bissoli: «L’impianto ha una tecnologia non idonea. Ci sono caldaie più moderne meno inquinanti e più produttive. Poi è stata scelta la località sbagliata: il calore viene disperso senza essere riutilizzato. E infine c’è una filiera che non dà affidamenti. Dove sono gli accordi con i fornitori di legname?».

Le accuse. Alle forti accuse di Bissoli ha fatto eco il capogruppo di “Cittadini per Pontremoli” Rolando Scatena: «E’ un progetto che crea un grave danno al commercio nell’area. Già molte aziende hanno annunciato che in caso di realizzazione dell’impianto faranno fagotto e chiuderanno i battenti». E poi il capogruppo ha ricordato i dati esposti nel convegno organizzato dal comitato contrario al progetto «una centrale a biomasse inquina di più di una centrale a carbone e notevolmente di più di una a metano».

Sulla mancanza della condivisione politica ha evidenziato il suo intervento il consigliere Pd, Francesco Mazzoni: «L’amministrazione ha scelto di non informare e di non confrontarsi con il consiglio durante la fase di studio della Conferenza di servizi quando ancora era possibile intervenire. Ci si è presi la responsabilità di far abdicare il consiglio al suo ruolo politico e di garante dei diritti dei cittadini».

Il sindaco. L’amministrazione, per voce del sindaco, Lucia Baracchini, ha evidenziato come si siano seguite tutte le procedure necessarie e corrette per giungere all’autorizzazione unica. L’assessore alle attività produttive, Gianluca Crocetti, ha evidenziato come «non esista l’ipotesi di bruciare rifiuti e l’amministrazione si è adoperata sempre per il confronto con tutti i soggetti in causa». E il dottor Stefano Arvati, presidente della Renovo, intervenuto nel dibattito ha sottolineato «mi sorprende questa atmosfera. Posso assicurare che l’amministrazione è stata determinata ed attenta nel porre dei paletti ben vincolanti. Voglio poi sottolineare che non stiamo parlando di centrali nucleari, ma di un piccolo impianto del tutto compatibile con la realtà lunigianese».

Il richiamo. Dopo questa fase di dibattito sono stati presentati tre ordini del giorno, uno della maggioranza e due delle opposizione in cui si chiedeva in pratica l’impegno per non rendere possibile la realizzazione dell’impianto. Prima del voto la consigliera di maggioranza, Clara Cavellini, che già aveva espresso la sua contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ha fatto un appello a quei colleghi di maggioranza «che so titubanti di dare un segno importante e di votare secondo coscienza». Dichiarazioni che hanno fatto scattare «è grave affermare che un consigliere non voti secondo la proprio coscienza. Ognuno è libero di pensare che questo progetto sia buono o cattivo, ma non può imporre agli altri il proprio parere».

Poi l’approvazione (8 sì e 5 contrari (l’intera opposizione e la Cavellini) del documento di maggioranza mentre sono stati bocciati, con la replica rovesciata dei voti, i due ordini della minoranza.

Riccardo Sordi

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