Sicurezza
Bienaimé: sconcertanti le parole di Massimo Menconi
CARRARA. «Interveniamo solo per ribadire lo sconcerto che ci ha colto nel leggere le parole del consigliere Massimo Menconi di Rifondazione, militante in un partito che ha guidato da anni la...
CARRARA. «Interveniamo solo per ribadire lo sconcerto che ci ha colto nel leggere le parole del consigliere Massimo Menconi di Rifondazione, militante in un partito che ha guidato da anni la commissione marmo del comune e che si reso responsabile di non aver fatto nulla per eliminare privilegi, quali quelli dei beni estimati, o articoli del regolamento che garantiscono concessioni perpetue e rendite a chi nelle cave non fa nulla»: a scrivere è Claudia Bienaimè, consigliere di Idv-Carrara Bene Comune.
E aggiunge: «Il principio di legalità, che ha bisogno di poche e chiare norme, da un lato garantisce la certezza di diritto agli imprenditori onesti, che c'è ne sono e non ne dubitiamo, e dall'altro entrate importanti per il benessere della città e dei concittadini. Siamo tra i comuni più indebitati d'Italia e con le tariffe per i servizi altissime, primeggiamo anche per rischio idrogeologico e fragilità del territorio».
«Afferma Menconi che questa situazione avrebbe richiesto maggiore cautela e richiama il lavoro del Comune, quale lavoro! Nonostante gli impegni solenni ( entro 60 giorni il regolamento, era il 30 maggio) dopo 120 giorni non gira tra i consiglieri alcuna bozza di nuovo regolamento.
Dal Regolamento del 94 le amministrazioni hanno fatto di tutto per rendere le norme e le procedure talmente lacunose da produrre la sconfitta nelle aule di tribunali, sulle recenti sentenze del Tar vinti dalle ditte, basta leggere, non tanto il dispositivo delle sentenze, quanto le memorie difensive del Comune per capire che la partita era persa fin dall'inizio.
L'avvocato dell'amministrazione afferma che è dal momento che si è accettato di inserire nel regolamento la procedura degli accordi, in cui sono stabilite delle tariffe, si è determinata un quadro di incertezza di diritto, non solo, lo stesso difensore dichiara che le tariffe pattuite negli accordi sono ben inferiori a quelle che si sarebbero determinate se il comune avesse esercitato il suo potere impositivo!
Fa specie poi che sia un esponente di Rifondazione ad appellarsi al momento poco opportuno, anche Berlusconi lo fece per l'avviso di garanzia al G8 di Napoli».
E aggiunge la consigliera di opposizione: «Quanto al richiamo all'occupazione, determinando un nesso pericoloso tra l'esigenza oramai non più procrastinabile di chiarezza e trasparenza e la minaccia che l'azione della magistratura possa provocare ricadute sull'occupazione, ci chiediamo se Menconi e il suo partito non si sono accorti che i licenziamenti alle cave ci sono già. Di recente su un passaggio tra una ditta che ha cessato e la nuova ditta dei 9 lavoratori 2 sono stati lasciati a casa e gli altri sono stati assunti a tempo determinato.
Pieno appoggio all'azione della Magistratura e disponibilità alla collaborazione».
Insomma, la maxiinchiesta della magistratura è ovviamente l’argomento del giorno e occasione di duro scontro fra maggioranza e occasione.
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