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Volpi: progettiamo una città più vivibile

Volpi: progettiamo una città più vivibile

MASSA. Forse quello della pianificazione territoriale non è il più immediato dei concetti, eppure proprio dalla pianificazione passa il futuro della città: come salvaguardare il territorio, come e...

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MASSA. Forse quello della pianificazione territoriale non è il più immediato dei concetti, eppure proprio dalla pianificazione passa il futuro della città: come salvaguardare il territorio, come e dove metterlo in sicurezza, come garantirne sviluppo e integrazione.

L’amministrazione - parola del sindaco Alessandro Volpi - è al lavoro: «Stiamo vagliando le ultime osservazione al piano strutturale, in particolare quelle avanzate da Regione e Provincia». Entro una decina di giorni il passaggio in consiglio. Se lo strutturale è la cornice, il dettaglio lo disegna il regolamento urbanistico, strumenti che necessariamente devono integrarsi: «Conto - Volpi indica una data - di adottarlo a fine febbraio, abbiamo già fatto incontri con i comuni limitrofi, le categorie e gli ordini professionali. Poi nel segno della partecipazione (prevista anche dalla legge regionale in materia), partiranno, da ottobre, le assemblee nei quartieri».

Ma il primo cittadino - e con lui l’amministrazione - l’idea dei punti salienti già ce l’ha: «Il regolamento - precisa - non può cedere alle lusinghe di concepire una città utopica». Tradotto: progettiamo e promettiamo quello che è realizzabile, tenendo conto delle casse di palazzo civico - non esattamente forzieri - e delle tipicità di un territorio fragile. Primo passo, infatti, una mappatura completa del rischio idraulico, idrogeologico e sismico. E nelle aree in cui il rischio c’è «ci sarà anche il vincolo». Neanche un centimetro di cemento.

Non una Massa dei sogni, ma reale in cui «la valorizzazione degli spazi pubblici sia il primo passo verso il superamento del degrado. E - aggiunge il sindaco - la creazione di una città omogenea». E una città vissuta, a partire dal quartiere, diventa, nell’idea dell’amministrazione, il primo vero deterrente al degrado: «Occorre - spiega Volpi- superare le troppe fratture che contraddistinguono i tessuti cittadini per realizzare le condizioni complessive di una migliore qualità di vita».

Condizioni che diventano necessarie anche per la valorizzazione delle aree produttive e per la individuazione delle vocazioni: «Il regolamento - prosegue il sindaco - deve ben evidenziare le nostre eccellenze. E penso - fa esempi concreti - al lungomare e alla sua passeggiata, alla nostra montagna».

Insomma, piano strutturale regolamento come primi passi verso una ridefinizione del contesto cittadino. Anche perché senza quelli non si stendono gli altri piani, quelli che i massesi - operatori in primis - aspettano da anni. Dal piano del commercio a quello di recupero alberghiero. Strumenti che potrebbero dare risposte ad un’economia - e la disoccupazione ne è la conferma - che langue e contribuire alla ripresa . (C.S.)

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