Sicurezza
«Una eresia la foce a mare del Fescione»
MONTIGNOSO. Qualsiasi occasione è buona, per Italia Nostra, per sottolineare come a suo parere il progetto di fice a mare del CanalMagro Fescione sia un progetto, costosissimo, da archiviare. L’occasi...
MONTIGNOSO. Qualsiasi occasione è buona, per Italia Nostra, per sottolineare come a suo parere il progetto di fice a mare del CanalMagro Fescione sia un progetto, costosissimo, da archiviare.
L’occasione è stata data domenica scorsa dalla partecipazione ad una gita alla foce del Serchio alla quale ha partecipato anche il segretario generale dell'Autorità di Bacino del Serchio, il professor Raffaele Nardi. «Nardi - informa il presidente di Italia Nostra Bruno Giampaoli - ha trasformato la gita in una piacevole lezione sulla formazione dei cordoli litoranei e più in generale delle pianure costiere con riferimenti all'erosione nel tratto dall'Arno al Magra e alla disastrosa alluvione del 2009. Una volta di più si è evidenziato quanto a tutti (ma forse non ai tecnici della Provincia di Massa Carrara e agli amministratori di Montignoso) dovrebbe essere noto, e cioè che i corsi d'acqua, e soprattutto quelli con una portata scarsa come il Fescione Canalmagro, non vanno diritti in mare ma ne sono impediti dai cordoni sabbiosi e quindi si insabbiano formando lame d'acqua retrodunali, per cui l'idea di tirare in mare direttamente il Fescione è in contrasto con le tendenze naturali, oltre che costosissima ed ambientalmente disastrosa». I partecipanti hanno raggiunto la foce del Serchio a Marina di Vecchiano all'interno del Parco Naturale di San Rossore ed hanno potuto constatare che «il fiume si disponeva parallelamente alla costa a causa del fenomeno naturale dell'insabbiamento delle foci, fenomeno comune a tutti i corsi d'acqua che tentano di sboccare in mare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
