Finanza
Spunta il primo nome: è l’uomo chiave indiano
Nel registro degli indagati anche l’autista che portava i soldi all’estero Un compratore straniero è stato beccato con 39mila euro in contanti
CARRARA. Operazione “nero alle cave”: ora c’è un nome, quello di Kapur Munisch, 43 anni. Poprio quello che potrebbe essere l’uomo chiave, l’industriale indiano che avrebbe fatto da trait-d’union con gli imprenditori carraresi per la vendita delle partite di blocchi di marmo pregiato esportati con un prezzo in fattura inferiore a quello reale. Il resto sarebbe stato versato “in nero” con un duplice vantaggio: per gli acquirenti indiani (ma anche cinesi) pagare meno tasse doganali nei loro paesi. Per i carraresi, invece, avrebbe fruttato un giro di soldi, si parla di milioni di euro, in contanti o girati in conti correnti in Estremo Oriente.
Un meccanismo che sarebbe stato scoperto solo 15 giorni fa quando un acquirente straniero è stato “beccato” dalle Fiamme Gialle con 39mila euro dentro a una borsa di pelle all’uscita di una grossa azienda di marmo.
Un controllo non casuale, nato, almeno stando a quello che trapela dalle blindatissime indagini, da una segnalazione da parte del governo indiano sulle anomalie registrate fra tasse doganali, bassissime, pagate dagli esportatori stranieri, per blocchi di materiale pregiato i cui prezzi, ormai noti soprattutto a chi opera nel settore, risulterebbero molto più alti. Fino a 3 e 4 volte di più del valore dichiarato.
Da qui sarebbe partito tutto. E proprio per questo l’operazione “nero alle cave” assume una valenza ancora più importante, visto che, dietro ci sarebbe anche la pressione del governo indiano.
In sostanza, una volta rinvenuti i 39mila euro in contanti sarebbero partiti i controlli e (così sembrerebbe) qualche segnalazione precisa. Quella che avrebbe poi permesso alla Guardia di Finanza di individuare otto società, 5 delle quali molto attive nel commercio con India e Cina, e di perquisirne tre. Fra queste quella dell’industriale indiano il cui nome, insieme a quello di altri sette imprenditori e un autista, sarebbero finiti nel registro degli indagati. Con l’accusa di frode fiscale e riciclaggio.
Fra gli indagati anche un autista. In un primo momento si era parlato di un autotrasportatore iscritto nel registro degli indagati. Adesso, nonostante l’estrema riservatezza della Procura e del comando della Guardia di Finanza, il quadro della situazione si sta profilando con più chiarezza.
E quindi a finire nel mirino delle indagini (dirette dal sostituto procuratore, dottoressa Rossella Soffio) non sarebbe stato un camionista ma un autista, non dei bisonti del marmo ma di auto di grossa cilindrata. Quelle che servivano ad accompagnare gli acquirenti stranieri nelle aziende del marmo in cui venivano poi comprate le partite con il prezzo “truccato” in fattura.
Ma anche a portare i soldi, in contanti, la differenza cioè versata in nero dai compratori per arrivare al prezzo reale dei blocchi, nelle banche all’estero.
Insomma nel mirino delle indagini sarebbe finito anche l’autista e per lui, anche se è ancora presto per giungere alle conclusioni visto che le indagini sono solo all’inizio, si profilerebbe un concorso con gli imprenditori iscritti al registro degli indagati.
Carte e pc ancora sotto sequestro. Le indagini sono nelle fasi iniziali ma intanto i legali che hanno avuto la nomina dagli imprenditori sotto indagine, si sono già mossi per prendere visione degli atti (che sono stati emessi dalla Procura “ad personam”) ma anche per potere poi, in un secondo momento chiedere il dissequestro del materiale prelevato durante le perquisizioni: computer, e hard disk, fogli contabili, fatture e altri documenti contabili che ad oggi sono al vaglio della Procura che procede nel massimo riserbo. L’unica comunicazione ufficiale è stato il comunicato stampa della Guardia di Finanza: quello in cui si mettevano nero su bianco le avvenute perquisizioni e il numero di imprenditori del marmo e società coinvolte.
Poi una cortina di silenzio. Ad oggi quello che è trapelato è solo il nome dell’industriale indiano.
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