Il dolore
Scuola, un taglio deciso alle assunzioni
La Cgil: «Nel tempo abbiamo perso il 50% delle opportunità». Personale impiegatizio e bidelli nel mirino
MASSA CARRARA. Tra maestro unico, riduzione delle ore in classe, e insegnanti costrette a rimanere eroicamente in cattedra ben oltre i 60 anni, la scuola perde il 50% delle opportunità occupazionali che garantiva qualche anno fa. È l’allarme lanciato dalla Flc Cgil apuana: a bocce ferme, quando le nomine degli insegnanti e del personale sono pressoché concluse, in vista degli stati generali della scuola, con Cisl e Uil – appuntamento a Roma, il 18 ottobre – e, soprattutto, in attesa che diventi realtà il Decreto Carrozza, che lancia un nuovo piano di assunzioni. Intanto si tirano le somme: con settembre, tra tutte le scuole primarie (elementari) della Provincia non è entrata di ruolo (cioè a tempo indeterminato) una sola maestra, secondo i dati Cgil; solo assunzioni a termine anche per il personale tecnico e amministrativo.
Insegnanti. Dalle scuole dell’infanzia alle secondarie, sono 39 gli insegnanti che hanno ottenuto il ruolo con quest’anno scolastico; 82 hanno invece portato a casa un posto a tempo determinato. Vediamo nel dettaglio. Alle materne: 6 nomine di ruolo, di cui una per il sostegno dei bambini con handicap, e 22 nomine a tempo determinato di cui 20 sul sostegno. Alle elementari: 19 posti, tutti a termine, di cui 8 per il sostegno; Alle medie: 8 ruoli e 9 posti a tempo determinato. Alle superiori: 25 assunzioni e 32 contratti a scadenza.
Bidelli e assistenti. Sono 21 i collaboratori scolastici (cioè i bidelli) assunti definitivamente, 13 invece lavoreranno con contratto a termine; in passato erano decine e decine le opportunità lavorative, seppure a tempo determinato, per i collaboratori scolastici. Ad essere stati centellinati sono soprattutto i posti per il personale impiegatizio (segreteria amministrativa e didattica, laboratori ..): 12 assunzioni ma tutte a termine, di cui 10 assistenti amministrativi e 2 assistenti tecnici. Scuola martoriata.
«Nella scuola le opportunità occupazionali si sono dimezzate – commenta Fabrizio Rocca, segretario provinciale della Flc Cgil – E non perché siano arrivati a compimento i processi di stabilizzazione del personale, ma piuttosto perché si sono realizzati gli obiettivi dei precedenti governi».
La scuola è stata colpita da più fronti. In barba alla tanto sbandierata valorizzazione degli istituti che aprono al mondo del lavoro, per effetto della Riforma Gelmini, sono state ridotte da 40 a 32 le ore della didattica nelle scuole professionali, e da 36 a 32 le ore di quella negli istituti tecnici; risultato: meno ore di insegnamento, meno cattedre a disposizione. Seconda causa di emorragia: il ritorno del maestro unico ha cancellato migliaia di posti in Italia.
Terza operazione: i precari trascorrono la vita a contare quanto manca al pensionamento dei colleghi anziani; il problema è che l’ex ministro Fornero ha costretto le docenti ultrasessantenni a rimanere in cattedra più del previsto. Ovvio è che queste mosse non hanno ridotto soltanto le opportunità di occupazione e il livello della formazione, ma persino la qualità dei servizi che la scuola offre alle famiglie (come quello del tempo pieno, per cui prima era prevista la compresenza di più maestre mentre adesso è un lusso). Le prospettive.
Nel Decreto Carrozza ci sono buoni propositi ma anche falle che rischiano di squarciare ulteriormente la scuola, secondo la Flc Cgil.
Per il sostegno c’è l’ipotesi di trasformare l’organico di fatto (che rappresenta il bisogno reale di insegnanti ed è calcolato in base agli iscritti) in organico di diritto (i posti stabili): sul fronte del sostegno «si prevedono molte assunzioni – dice Rocca – ma per il resto si assumerà sui posti effettivamente disponibili e ormai si è tolta l’acqua al pesce, cioè i posti sono spariti».
Il Decreto del ministro dell’istruzione sbloccherà poi le assunzioni del personale tecnico e amministrativo: «e questo è positivo – osserva il segretario apuano della Flc – Il problema è che se entra a regime la possibilità di convogliare i docenti non idonei all’insegnamento sui posti degli assistenti, verranno tolte possibilità ai tecnici e agli amministrativi precari; noi siamo piuttosto per impiegare quei docenti in attività didattiche, come ad esempio le biblioteche. Per questo stiamo prendendo contatti con i parlamentari perché al decreto presentino emendamenti in grado di rimediare a queste falle. Noi non ci stiamo a che gli effetti dei tagli dell’Amministrazione – aggiunge Rocca – ricadano tutti sugli insegnanti e sul personale della scuola, né a che i precari continuino a essere figli di un dio minore quando svolgono gli stessi compiti e il medesimo lavoro degli assunti».
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