Il Tirreno

L’ingegner Venutelli: per il Carrione priorità a monte

CARRARA. Sull’obiettivo della messa in sicurezza del Carrione, interviene l’ing. Maurizio Venutelli del dipartimento di ingegneria civile e industriale presso l’Università di Pisa. «Sono passati...

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CARRARA. Sull’obiettivo della messa in sicurezza del Carrione, interviene l’ing. Maurizio Venutelli del dipartimento di ingegneria civile e industriale presso l’Università di Pisa. «Sono passati dieci anni dall’ultimo violento evento alluvionale che il 23 settembre 2003. Le esondazioni del Carrione hanno avuto conseguenze devastanti».

Venutelli accenna a studi che ci sono stati per la messa in sicurezza del torrente. «Da tali indagini sembrano però emergere solo soluzioni a carattere strutturale, con risagomatura dell’alveo e con il consolidamento delle sponde, per il tratto cittadino e per alcuni tratti a valle densamente abitati». Tuttavia, aggiunge, «i valori di portata, liquida e solida, che si registrano in una certa sezione del corso d’acqua sono la conseguenza di una sovrapposizione di fenomeni che si sono verificati, in concomitanza di un dato evento pluviometrico, a monte della sezione stessa. Tutti gli interventi di sistemazione idraulica devono quindi riguardare il bacino nella sua interezza e vanno realizzati, in sintonia con la corrente fluviale, procedendo da monte verso valle dato che eventuali dissesti nelle zone montane provocherebbero indesiderati effetti nelle zone vallive. Purtroppo, è da rilevare che allo stato attuale, tale congrua e completa gestione del corso d’acqua non sembra ancora essere affrontata».

«Infatti, per inevitabili processi di trasformazione del territorio ma, soprattutto, per l’assenza di gestione delle zone verdi, per l’eccessiva cementificazione e per l’assenza di manutenzione della rete idrografica, il bacino a monte del centro città si presenta sempre più vulnerabile».

Secondo Venutelli, dovrebbero avere la priorità interventi sul territorio per favorire e aumentare un lento deflusso sotterraneo «che raggiungerà la rete idrografica in tempi assai lunghi». In pratica per scongiurare ondate di piena. «Inoltre, la messa in equilibrio dei diversi canali tributari eviterebbe, in corrispondenza di un innalzamento del loro livello liquido il determinarsi di situazioni di rischio». «Ritengo quindi opportuno, che interventi strutturali in un certo tratto diventano condivisibili solo dopo aver provveduto a una capillare sistemazione del corso d’acqua e del corrispondente bacino a monte del tratto stesso.

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