Il Tirreno

Doria, il Comune si prende tutti e 33 gli appartamenti

di Chiara Sillicani
Doria, il Comune si prende tutti e 33 gli appartamenti

Dopo la sentenza del Tar, partiti i procedimenti per acquisire l’intero immobile Ora per i proprietari l’ultima chance è fare ricorso al Consiglio di Stato

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La sentenza del Tar non lasciava adito a dubbi, almeno secondo l’amministrazione: se al Doria (residenza turistica trasformata in appartamenti) la lottizzazione abusiva c’è, allora c’è per tutti i proprietari. E non solo per tre, come configurato dal Comune. E lottizzazione abusiva significa avvio di un procedimento amministrativo che si traduce nei fatti nell’acquisizione del bene al patrimonio di Palazzo civico. In soldoni: il Comune diventa proprietario degli appartamenti. Di tutti e 33. I procedimenti per l’acquisizione, definiti dagli uffici comunali, sono partiti e a breve gli atti saranno notificati ai proprietari. Un percorso ancora ad ostacoli quello che separa la definizione dell’atto dall’acquisizione, la partita, infatti, non è chiusa perché chi si ritrova senza casa ha una carta da giocarsi: il ricorso di fronte al Consiglio di Stato contro la recente sentenza del Tribunale amministrativo. Un attico e due appartamenti, in realtà, il Comune li ha acquisiti già da un po’, dal 2011, per l’esattezza.


Situazione giuridica complessa quella del Doria che qui tentiamo di ricostruire.
Il Doria, dicevamo, è una rta trasformata in mini appartamenti. Sul caso la Procura apre un'indagine e si arriva a processo. Ma - la sentenza è del giugno 2011- non scattano le condanne. Nè per il titolare della società che ristrutturò l'immobile, nè per chi ha amministrato il residence. Il giudice Antonella Dragotto ritiene che non ci sia lottizzazione abusiva perché non ravvisa contrasto con lo strumento urbanistico. Il Comune, però, gioca la sua partita, agendo su un piano diverso, quello amministrativo. E muove i primi passi revocando l’abitabilità e ordinando (nel 2008) lo sgombero dello stabile. Chi ha comprato (tra cui l'onorevole Valdo Spini) deve lasciare l'appartamento. Scattano, chiaramente, i ricorsi al Tar contro la decisione del Comune. Il Tribunale, però, con una serie di sentenze del 2009, accoglie le ragioni di Palazzo civico e dichiara legittimi i provvedimenti.

Il Comune chiede quindi un nuovo accatastamento (non più come casa, ma come albergo) e il ritorno all'esercizio dell'attività turistica. Viste le sentenze del Tar (a loro sfavorevoli), i proprietari chiedono una sanatoria, vogliono riattivare la residenza turistica. Il Comune, però, stabilisce una condizione: per farlo è necessario che tutti i proprietari siano d'accordo. E l'accordo non arriva, sono tre i contrari. Il Comune, contro di loro, va avanti: con la determinazione 860 - ecco il nocciolo della questione - archivia il procedimento per tutti quelli che hanno detto sì alla sanatoria, ma accerta «l'avvenuta lottizzazione abusiva» per gli altri 3. I tre proprietari ricorrono ancora al Tar, e chiedono la sospensiva delle determinazione 860. La sospensiva, però, non arriva e scatta l'acquisizione.

Ma quando il Tribunale entra nel merito - eccoci alla sentenza in questione - quella determinazione la annulla, almeno nella parte in cui prevede l'archiviazione della lottizzazione abusiva per 30 proprietari. E stabilisce che se la lottizzazione c’è, c’è per tutti. Dunque per tutti scatta l’acquisizione al patrimonio. Ben 33 appartamenti, unità immobiliari di pregio. Se la partita si chiudesse a favore di Palazzo civico, il Comune potrebbe davvero dire addio al problemi di far quadrare i suoi conti.

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