Sicurezza
Ztl, tanti i sì dei commercianti ma sugli orari è ancora bagarre
Qualcuno chiede la chiusura totale, qualcuno propone lo stop alle auto dal primo pomeriggio E c’è anche chi vuole riproporre lo schema della sperimentazione ancora in atto
MASSA. Il concetto è semplice: se siamo in fase di sperimentazione, c’è ancora tempo per cambiare le cose. Tradotto: la zona a traffico limitato non è realtà al 100% e - conseguenza immediata - piovono proposte.
Peccato, però, che, nonostante gli sforzi nel segno di coesione e partecipazione, il coro non sia unanime. Voci diverse per idee diverse di città. Così qualcuno le macchine in centro le vuole eccome, qualcuno le vorrebbe soltanto la mattina, qualcuno tutto il giorno.
E - per concludere - non manca chi non vorrebbe vederne neanche l’ombra. Nè di giorno, nè di notte. Voci dissenzienti e all’amministrazione il compito di mediare. Lo farà o tenterà di farlo anche martedì con un incontro pubblico: appuntamento alle 21 in sala consiliare. Insomma, i massesi - e lo dimostra la richiesta di proroga fino al 30 settembre - l’idea della ztl iniziano a metabolizzarla, ma i percorsi delineati per darle concretezza sono ancora diversi.
C’è chi il centro storico lo immagina chiuso, magari dalle prime ore del mattino, ma tenta la via della conciliazione e accetta l’ipotesi B: addio macchine dalle 15 o comunque dall’apertura pomeridiana di negozi a bar.
Patrizia Fazzi, titolare di Chiaetta in via Guglielmi, non ha dubbi: la crisi morde e la ztl è una risposta. Lei un negozio con tanto di parcheggio, lungo viale Stazione, l’ha avuto eppure ha scelto di traslocare.
Lascia “vagare” l’immaginazione e vede strade in cui le auto non passano più: vende oggettistica, sarebbe disposta a consegnare gli acquisti più voluminosi a casa del cliente. Un sacrificio che - ne è convinta - varrebbe la pena sostenere. Ma Patrizia non rinuncia alla concretezza, così disegna un centro chiuso sì, ma dal primo pomeriggio.
La vedono esattamente come lei le due titolari di Rosatea, in via Cairoli: «Siamo favorevoli alla chiusura totale - ammettono - ma crediamo sia importante trovare un punto d’accordo». Tradotto: zona a traffico limitato dalle 15 e «permessi concessi con attenzione. Altrimenti ci troviamo come in piena estate, con i ristoratori costretti a togliere i tavoli per far transitare le auto».
Una soluzione alternativa la propone Serena Nani, proprietaria di Le coccole, negozio di estetica e hair styling, in via Cairoli. Lei ipotizza la chiusura del centro storico in senso stretto, quello, per capirci, nelle immediate vicinanze del Duomo e l’apertura, invece, delle vie che fanno da “cornice”«soprattutto - motiva la sua posizione - per consentire il parcheggio». Anche se - e lo ammette - ztl per Serena ha significato lavoro, anche la sera, anche dopo le 21. Per la serie: se proponi, la gente risponde.
Giuseppe Pieretti, proprietario dell’enoteca Pane e Pomodoro, in via Dante, all’idea di chiudere il centro città dal primo pomeriggio proprio non ci sta. Lui in una strada off limits per le auto lavora da un bel po’ d’anni e un’idea chiara - garantisce - se l’è fatta.
Ecco quindi un no secco alle transenne dalle 15, sì, invece, come adesso, in fase di sperimentazione, alla ztl dalle 20.
E l’argomentazione è quella ormai nota: i parcheggi. «Via Alberica e via Cavour - Pieretti va al sodo - devono rimanere aperte sempre, per garantire posti auto, altrimenti si rischia il collasso».
Posizione opposta, invece, quella dei cittadini confluiti nella costituenda Arcs (associazione residenti centro storico): loro la città la immaginano chiusa al traffico. E senza mezzi termini, 24 ore su 24. Chiusa anche via Cavour, in accordo - sottolineano con forza - con la scuola del Battolla. Nodo da risolvere, in effetti, quello dell’istituto: decine di genitori che accompagnano i piccolini e che nella via hanno bisogno di transitare.
Ma solo uno dei nodi ancora da sciogliere. Ci sono in ballo anche la definizione dei varchi e il rilascio dei pass.
I residenti (Arcs) sono netti: un solo lasciapassare per famiglia, con numero di targa ben impresso per evitare giochi da furbetti.
Insomma, proposte a miriadi e non sempre conciliabili. All’amministrazione l’arduo compito del mediatore.
Nella speranza che il Natale 2013 rappresenti la svolta, quello in cui il volto della città - qualunque esso sia - risulti davvero definito, una volta per tutte. Nel segno della valorizzazione, non soltanto del commercio.
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